lunedì 2 febbraio 2009

In un pontile

Da alcune ore sedeva sul pontile, sopportando l’umida nodosità del legno che premeva sulle sue cosce intirizzite mentre dondolava piano e dolcemente le gambe, sospese sul mare nero. Non aveva legato i lunghi capelli sperando di ricevere riparo al collo e la schiena dal freddo di quella notte marina, così lenta e fradicia che sembrava non finire mai. Sentiva i suoni di un mondo risucchiato, come una città intera fosse stata inghiottita dal gorgo violento del mare nero, un gorgo che girava e vorticava continuamente sotto il suo corpo ancorato ad una fantastica realtà. Se si soffermava a pensare al luogo in cui si trovava, se ascoltava quel rumore, solo allora ritrovava la sua praticità e tremante abbracciava il proprio corpo gelido cercando di dimenticare dov’era. Riacchiappando il suo intento, quello amaro e dolce di un amore strano ma vero.

Sfregò le mani l’una con l’altra e ci alitò sopra per concedergli un po’ di effimero calore, che però veloce si dissolse come non riuscisse a produrre alito umano, ma solo fredda brezza marina. Guardò le stelle che perforavano nettamente il cielo nero e si chiese se quei buchi così brillanti non derivassero in realtà dagli infinitesimali spruzzi marini, che giorno dopo giorno, minuto dopo minuto sin dalla notte dei tempi, continuavano a generarsi dalle onde infinite e saltare su a illuminare la volta celeste…solo per questo la luna sembrava così grande, forse per questo sembrava sorridere ed estasiarsi del loro profumo marino. Mentre gli occhi le si immergevano completamente nella coltre di quella notte stellata, i suoi sensi vennero ridestati da uno sciacquio più forte e insistente degli altri…guardò timorosa sin dove i suoi occhi arrivavano, sotto di se, e altro non vide se non un movimento della superficie nera del mare rischiarato dalla luce perlacea di luna piena. Pensò si trattasse di un piccolo pesce che, saltando fuori dall’acqua, aveva superato col rumore l’intenzione e, tristemente, si accinse ad aspettare. Ancora, come faceva da tante notti ormai. Sempre in quel pontile dove aveva appuntamento con quello che non sapeva se reputare uno strano uomo o solo frutto di una sua fantasiosa speranza. Però l’aveva visto per davvero, una sera mentre passeggiava con amici lungo quella stessa banchina, una sera che ancora la luna non era nata e il sole stava per salutare la fine di una divertente giornata autunnale. Lei, sempre così schiva e riservata, finalmente aveva trascorso una vera giornata di svago e lentamente camminava dietro un amico, ponendo attenzione a ogni singolo passo, in un passaggio di legno in certi punti marcio e scivoloso a causa del quale non voleva certo finire in acqua. Mentre procedeva, l’amico, più azzardato, decise di correre a raggiungere il gruppo che stava più avanti, così lei indifferente si fermò dando le spalle a lui e alla luna che, appena nata e bassa all’orizzonte, non mostrava altro che un mezzo circoletto di trina trasparente e impalpabile. Davanti a lei, l’acqua del mare era metallica e riflettente, sfumando nei colori del tramonto sempre più ardenti sino a perdersi in un panorama di fuoco che ormai velocemente si scuriva per lasciar posto alla notte. La sua superficie era piatta, un’immensa lastra di ferro arroventato all’orizzonte, liscia e danzante come un letto di piume rigide. Così lo vide, con l’incresparsi della superficie del mare…lo vide coi capelli bagnati e gli occhi di fuoco nero, sbucare dal mare e guardarla per un lungo minuto di estasiata sorpresa. Sconcertata, si guardò attorno come a trovar conferma di esser ancora sveglia, sino a notare che lui si faceva avanti, nuotando quasi senza provocare alcun mutamento sulla superficie marina se non un’onda piena e fluida tutt’attorno al suo corpo. Si avvicinò al molo nuotando velocemente come fosse in volo, per poi immergersi nuovamente per un breve istante e risollevarsi fuori dall’acqua sino a scoprire tutto il torace, quasi cercasse di accostarsi il più possibile alla ragazza ritta in piedi sul pontile di legno. La guardò a lungo, soffermandosi ad osservare le sue gambe avvolte nei jeans, inclinò la bella testa e ripiombò in acqua a lasciar scoperte solo le larghe spalle. Parlò, emettendo un verso acquoso e inarticolato, come il tentativo di parola di una persona che, probabilmente, mai ne aveva proferito una in tutta la sua vita. Lei fece un passo avanti, indecisa se proseguire o chiamare gli amici, non era certa si trattasse di un buontempone che si divertiva a deriderla in un modo alquanto originale. Sarebbe potuto essere un bravissimo nuotatore, ma…quei movimenti danzanti e armonici sott’acqua, procedeva come avvolto da una bolla d’aria. Come un’aquila in volo, ma sotto il mare.

Guardandolo ostinatamente negli occhi neri, ammirando i suoi lineamenti marcati e perfetti, i capelli lunghi e brillanti come quelli di una ragazza, facendosi forza lo salutò, per arrivare a capire quale sarebbe stata la sua mossa successiva.

“…ciao…?”

Nell’udire quella parola fioca, pronunciata come un interrogativo posto alla sua stessa esistenza, lo strano uomo sgranò gli occhi procedendo a ritroso di un breve tratto, per poi fermarsi a guardarla ancora un po’. Poi si girò. E sparì, immergendosi totalmente sino a mostrare quel che sarebbero dovute essere le sue gambe. Lo erano, in realtà, ma terminavano in due grandi piedi palmati. Larghi e necessari per la sua vita di delfino umano. Era tutto normale e bello in quest’uomo sbucato dal nulla di un mare consueto ma sconosciuto, un essere bellissimo che, mentre lei stava ad aspettare seduta nella banchina, ancora non tornava e forse mai l’avrebbe fatto. Si chiese se effettivamente si trattasse di quel che il suo cuore le suggeriva da tanti giorni, una creatura fantastica e ingenua, estranea alle meccaniche del vivere quotidiano che ponevano come regola di sopravvivenza quella di mettere in secondo piano passione e cuore a favore di interesse e lucro, concretezza e pragmatismo. Si chiese se avrebbe mai scordato, se sarebbe riuscita un giorno a parlare con qualcuno di questo suo particolare incontro, se invece non si fosse risvegliata per scoprire che…un rumore. Un forte suono marino che non poteva esser stato procurato da un piccolo pesce. Il cuore in gola, stette ad ascoltare, con gli occhi aperti a fissare un punto imprecisato sotto le sue gambe…ora lo sciabordio era continuo e sempre più vicino, discreto e modulato e come orchestrato da mille sirene. Rivide la brillantezza dei suoi capelli bagnati, e con esso si ripresentò lo sguardo serio e curioso di un uomo pronto a capire quel che c’era al di là del suo grande mondo. Con le forti braccia riuscì a issarsi nel molo, causando un preoccupante movimento della base su cui erano seduti, ormai abbastanza vicini da procurarle una puerile agitazione. Mentre lui le scostava i capelli dal viso per ispezionarla e constatare infine che le differenze col suo non erano poi tante, il suo cuore batteva impazzito e sentiva come fossero in azione mille potenti invisibili calamite ad avvicinarla sempre più al corpo di quest’uomo strano. Marino forse, o umano nato in un luogo sbagliato, che importava…lo lasciò fare, mentre le sue mani, palmate come i piedi ma abbastanza prensili da riuscire ad agire con sufficiente destrezza, la liberavano dalle spalline del vestito per scoprirle il seno e il resto del corpo. Lo lasciò fare, mentre sfiorandole la pelle delle spalle lei rabbrividiva per il contatto delle sue mani bagnate di mare autunnale, lo lasciò fare mentre lui scopriva che il corpo di questa strana donna coi piedi lunghi e delicati reagiva come il suo a questo incontro. Pelle bagnata da profondità marine contro pelle vellutata e tiepida di sole, il calore dei loro corpi stretti l’uno all’altro asciugò ogni perplessità e sotto la luna che ascoltava gemiti di stelle e onde di passione, i due scoprirono di potersi amare.

Per sempre.

O forse solo per quella notte spruzzata di mare.


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I diritti riservati sul testo, immagine reperita in rete.

5 commenti:

  1. Ma nella barra laterale di navigazione intendi???

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  2. Allora sulla navbar che c'è sul blog
    clicca su personalizza sulla pagina che si apre per aggiungi ed organizza elementi in fondo alla pagina clicca su aggiungi un gadget ti si apre un elenco con varie opzioni per mettere i codice embed dei video quindi HTLM scegli il modulo HTLM/Javascropt ti si apre una finestra come se fosse un post e li metti il codice embed una volta salvato ritorna in automatico sulla pagina dei vari moduli che hai sulle barre e tu lo posizioni dove vuoi.
    Spero di essere stata chiara. un saluto e buona serata, poi con calma ritornerò per leggere il post.
    Ciao Tal e buona serata.

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  3. E' di una bellezza straordinaria questo tuo racconto Tal, mi aspettavo un'altro horror invece mi sono imbattura in un mare di dolcezza.
    La bellezza della tua scrittura nel descrivere con estrema precisione il posto il personaggio ti fa immergere nella storia e ti senti quasi la protagonista che sta vivendo la storia stessa, e la prova sta nell'espressione che ho avuto appena visto il tuo post, mi è ucito spontaneo un ... mamma mia come è lungo... ma poi iniziata la lettura essa scorre veloce tra una descrizione ed un'emozione fino al finale, perchè non c'è stato un momento in cui il racconto, la descrizione, il momento, il luogo e le emozioni hanno lasciato tempo al tempo e sono arrivata tutta d'un fiato al finale bellissimo e che lascia ancora spaziare la fantasia.
    Mi ripeto... si si.. bello bello bello.
    Brava Tal, io non sarei capace di scrivere un racconto, mi perderei sicuramente da qualche parte uscendo fuori tema, mentre tu riesci a tenere legato il tutto, pur descrivendo minuzionasamente ogni minimo particolare.

    Un saluto Tael e buona serata.



    PS- metterò questo commento anche su myblog perchè il tuo racconto merita veramente.

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  4. Buongiorno Tal ho trovato un template che lascia meno spazi vuoti ed allarga notevolmente la barra di navigazione e lo psazio riservato ai post insomma ha le colonne più ampie, è il modello
    Minima Stretch che poi dopo cambi come preferisci con i colori del fondo ecc.ecc.

    Un saluto e buona giornata.

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  5. Tal ciao, ho provato a cliccare su tutte e due i banner Gem ma mi dice per entrambi che l'inbdirizzo è sbagliato forse perchè è ripetuto due volte http controlla
    Ciao e buona serata.

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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