giovedì 26 febbraio 2009

Ninna * III Parte


La incontrava raramente, sempre col secondo fine di aiutarlo a dipingere una falsa immagine di sé, quella di uomo gentile e di buon partito. Già aveva dalla sua il vantaggio di esser ritenuto molto bello, grazie agli occhi verde smeraldo ereditati dal nonno paterno considerati nella zona una rarità degna di interesse, a completare il fascino di un fisico alto e ben piantato esibito come cosa singolare dallo stesso ragazzo che camminava in strada come avesse un pubblico sempre disposto ad ammirarlo. Conscio di cotanta rara bellezza, non si riservava di far colpo su ogni donna, bella o brutta che fosse, ad ennesima dimostrazione della sua eccezionalità. La piccola Ninna, carina, ben fornita pure lei, altro non era che la figlia del messo comunale il quale, al momento opportuno, gli avrebbe aperto le porte del municipio per un posto di lavoro ambito da tanti, concedendogli un incarico ben remunerato e scevro da qualsiasi fatica. Perciò, svogliatamente, aprì la busta e lesse il contenuto della lettera. Frasi sdolcinate adornate da piccolissimi cuoricini a sostituire i puntini sulle ‘i’ di ogni parola, margherite e foglioline abbozzate sui margini del foglio, il tutto pasticciato di un odore floreale simile a carta vecchia e dimenticata nel cassetto dai tempi della nonna. Tutto questo amore, inteso come manifestazione infantile di adorazione nei suoi confronti, lo fece ridere da morire e lanciando il foglio appallottolato all’amico più lontano, gli urlò in falsetto: “Leggi quanto son bello!” L’amico scorse velocemente il testo, per poi giocarci un po’ a pallone dandogli due o tre calci e dimenticandolo subito dopo…la lettera di lacrime profumate scritta da Ninna, cadde nella cunetta dall’altra parte della piazza a far compagnia a insetti notturni e cicche di sigarette mentre, dal buio delle strade limitrofe, lampi di odio si mescolavano agli schiamazzi dei ragazzi che ancora folleggiavano all’ingresso del bar. Dopo poco il barista annunciò la chiusura del locale, così che la banda di amici lasciò la piazza rumoreggiando e scalpitando come una mandria di bufali, lontani mille miglia dal dubbio che tutto quel chiasso potesse infastidire e interrompere il sonno di chi il giorno lo passava a faticare.


Il bar chiuse e la piazza si liberò. I lampioni sarebbero rimasti accesi ancora per poco, il tanto necessario a Tore che, emergendo da un vicolo di odio e oscurità, si diresse a raccogliere quella pallottola impolverata che era divenuto il cuore di Ninna. Lo riaprì, ci soffiò sopra, lo pulì strofinando la carta, senza riuscire ad eliminare le macchie di acqua putrida che ormai aveva assorbito sporcandolo irrimediabilmente. Dopo averlo ripulito alla bell’e meglio, si fermò a rileggere quelle parole tanto velenose al suo animo ma di cui ancora avvertiva la fragranza naturale e si ritrovò a dover asciugare il suo cuore. Mai smetteva di sanguinare per quella donna, e mai lui gli avrebbe permesso di farlo. Nell’attesa di vedere i grandi occhi di Ninna, al mattino, la sua ansia e sbadataggine si addolciva di gioia, mentre solo a sentire la sua voce le ferite profonde rimarginavano le lacrime versate per lei. Tutto per Ninna, il senso dell’anima e la donna dell’intenzione. Tutto per lei...ma la testa gli pulsava e il respiro di Tore anelava. Offuscato da nubi di acida collera, il bel viso di Ninna perdeva consistenza nella mente del ragazzo che, ormai, vedeva impressa su di esso la faccia da perfetto idiota dell’uomo che le rubava ingiustamente il cuore, sputandoci sopra imbrattandolo di ottusa ignoranza. Sentiva il proprio petto alzarsi e abbassarsi alla ricerca di aria e giustizia, quella che per Ninna doveva esser cosa scontata. Stringeva spasmodicamente i pugni, così che il foglio di carta si rovinò ulteriormente divenendo quasi illeggibile. Lo vide dietro un velo di lacrime rabbiose, e preso da cieco furore lo scagliò per terra per poi raccoglierlo e strapparlo in mille pezzetti, concessi per sempre al vento. Tornò alla bicicletta abbandonata nel marciapiede del vicolo nero, e pedalando alla sua prossima destinazione già sapeva a cosa pensare per trovare la forza necessaria ad agire.


...continua (giuro che la prossima sarà la FINE :)



Hosted by RockYouPhotos.com


Diritti riservati sul testo, immagine rubata a un calendario (il mese di marzo, nello specifico) ;)

4 commenti:

  1. Mi sa che Tore questa volta parte alla riscossa (sperando che non sbrocchi e degneri) e cercherà in tutti i modi di far capire a Ninna che l'uomo giusto per lei è solo lui.

    Resto comunque in attesa dell'ultima parte.

    Un saluto tal e buona giornata.

    RispondiElimina
  2. Quindi ancora non hai definito del tutto il finale ?.... interessante... praticamente cerchi di carpire un finale tra le varie opinioni dei commenti... bellissimo quindi credo proprio che sarà un finale per nulla scontato.

    La curiosità cresce per l'ultima parte.

    Un abbraccio e sereno fine settimana Tal!

    RispondiElimina
  3. Su Myblog questa sera non funziona niente non carica le pagine non prende i commenti ed io che copio i post da Myblog su quello di blogspot ora mi ritrovo il blog anche di qua senza immagini, che fetecchia di piattaforma che Alice/Virgilio, ma la revizione manutenzione che hanno fatto è stata un disastro, figurati domani è anche sabato percui se ne parlerà sicuramente lunedì per riavere un servizio decente.

    Ciao Tal e dolce notte!

    RispondiElimina

Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails