venerdì 6 marzo 2009

E' lunga e vasta

Se percorressi una strada lunga e vasta, diretta all’orizzonte e circondata di solo spazio, se potessi andare dritta senza mai tornare indietro e vedessi che il sole stà lì lì per salutare quando il buio è ancora un po’ sanguinolento. Se dopo un po’ fosse notte sarebbe peggio, perché non conoscerei posto dove fermarmi a riposare e pensare. Allora camminerei un passo dopo l’altro coi muscoli delle cosce indolenziti e mi parrebbe di avere i piedi pressati da due pesanti mattoni. Avanzerei senza intenzione, solo per istinto mi farei inglobare dalla vastità, sperando che ogni centimetro guadagnato dia una risposta al mio pianto mentale. Ogni metro strappato al panorama, potrebbe essere una speranza ottenuta per mio solo valore. Ma guardandomi attorno, vedrei solo aria. Spazio immenso che non presta approdo, apertura smisurata senza riposo. E un giorno, guardandolo, vorrei chiedere: se scavassi e cercassi materialmente, quante parole troverei per descrivere questa cosa troppo grande che non basta pensiero per riordinarla e accettarla?

Così come davanti allo spazio bianco di word.

Se si potesse scavare in un punto imprecisato di questa pagina accecante, più o meno a fondo secondo il proprio merito, qualcuno può garantire che neanche una parola ne uscirebbe fuori?

A torto o a ragione, il bianco non è né sì né no. A torto o a ragione, anche penando e affannando, io le risposte non le trovo comunque. Nel patimento più lucido, nella fatica più carnale, nell’amore più grande, non ho trovato risposta o significato. Non ho scorto sillaba che iniziasse una spiegazione, non ho ottenuto parola pur avendo chiesto con la dolcezza più disarmante, non ho ancora niente in mano e nella mente che possa consolarmi.

Per questo vorrei scavare e dissotterrare la mia coscienza, in modo da proseguire superando con un balzo quest’orizzonte famelico di sole. Con la speranza che tra le unghie ci resti qualche lettera, tanto per iniziare, confidando che l’incipit mi accechi mentre, muovendo frenetica la mia mente, la terra della ricerca personale mi vola attorno.

Come davanti a questo testo di parole aggrovigliate e sottilmente legate, senza intuito da anni, come qua davanti. Per conoscere il modo più giusto e il fraintendimento, per accordarmi con chi mi sta vicino e convincermi che, questa, pur essendo arida e squallida, è l’unica strada percorribile. Perché io sto sempre a chiedere il senso di tutto questo, poco prima di cadere nel sonno e qualche secondo dopo essere riemersa, continuamente a domandare che ci faccio in questa strada troppo lunga, troppo larga, troppo sola. Incompresa e giustificata, continuamente perdonata e scusata. E’ troppo lunga, e quel sole non va giù.


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Diritti riservati sul testo, immagine reperita in rete.

2 commenti:

  1. Spesso ci si chiede “cosa ci faccio su questa strada larga e lunga da sola” “oppure cosa ci faccio qui” e ancora “che senso ha la mia vita” ma la risposta credo che non esista, la risposta sta nelle piccole cose che quotidianamente riusciamo a fare, bisognerebbe soffermarsi più spesso e cercare di assaporare la quotidianità nella sua interezza fatta appunto di piccole cose e solo così ci accorgiamo che la vera risposta è proprio l’obiettivo che ci siamo posti di raggiungere nella vita, quindi se non abbiamo ancora la risposta vuol dire che forse ancora non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo finale, che abbiamo ancora tanta strada larga e lunga da fare da soli o in compagnia.

    Un saluto Tal e sereno fine settimana!

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  2. Buongiorno Tal, ieri qui si è incominciata a respirare aria di primavera, speriamo continui così.

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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