lunedì 2 marzo 2009

Ninna * IV e ultima parte


Arrivato all’imbocco della via sterrata in cui si trovava casa sua e quella di Ninna, vide distintamente che la finestra della camera da letto della ragazza era ancora illuminata. La immaginò a piangere per quel lurido bastardo così come lui piangeva per lei, anche in quel momento che, tirando su col naso, non trovava motivo di smettere. L’umiliazione data dalla consapevolezza di un amore non ricambiato, si univa ferocemente alla rabbia di non trovare soluzione alla sofferenza di Ninna. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per interrompere quel suo dolore, avrebbe dato tutto per ripagare quella canaglia della sua malvagità. Sarebbe arrivato anche a sporcarsi le mani di sangue senza dubitare un istante che, per lei e pensando a lei, sicuramente sarebbe riuscito nell’intento. Ma era conscio che un azione del genere non avrebbe sortito alcun buon risultato se non quello di liberare il mondo di un’esistenza inutile e dannosa, straziando ulteriormente il cuore di Ninna che da quel momento in poi l’avrebbe odiato nel profondo. Perciò, l’unico modo per alleggerirla di quel fardello di dolore, era parlarne al padre. Mai sino a quel momento avrebbe trovato il coraggio di fare una cosa del genere, un’azione che l’avrebbe dipinto come “spione” e che, in ogni caso, gli avrebbe calamitato addosso il rancore della ragazza. Ciò nonostante sperava che, così facendo, il padre avrebbe preso provvedimenti e Ninna col tempo avrebbe capito. Che lui agiva per il suo bene, che voleva aiutarla ed era la cosa più giusta da fare in visione del suo futuro…forse avrebbe capito, col tempo, quanto era grande il suo amore. Con un ultimo sguardo ai vetri illuminati di Ninna, si pulì il naso col polsino della camicia confidando in se stesso per l’impegno preso nei confronti della ragazza.


Nel superare il portone di legno dell’ingresso nel cortile di casa, sollevando la bicicletta dovette porre attenzione a dove mettere i piedi a causa dell’oscurità. Fu grazie al suo rallentare i movimenti e al buio della notte che la sentì. Nel silenzio in cui tutto assume maggiori dimensioni e qualsiasi suono, anche il ronzio di una zanzara, diviene più fastidioso dell’abbaiare di un cane idrofobo. In una bolla sospesa nella notte scura, la vide acquattata in un angolo coperta di grigio e nero, mentre piangeva e stringeva a sé il suo esile corpo. Ninna singhiozzava, tremante e terrorizzata, il più silenziosamente possibile quasi fosse muta. Tore le si avvicinò, ammutolito anche lui per la strana scoperta. Si accostò alla ragazza pronunciando il suo nome in un bisbiglio concitato e storcendo il naso avvertì l’odore acre di qualcosa di conosciuto che, al momento, non seppe definire. La esortò a seguirlo, così che lei si alzò e assieme uscirono alla luce dell’unico lampione all’angolo della strada impolverata. Tore precedette la ragazza e, nel girarsi nuovamente verso di lei, resto letteralmente impietrito. Vide una maschera di sangue con occhi grandi come il profondo notturno, vide i suoi abiti intrisi di rosso dai quali emanava l’odore di acre morte che poco prima aveva riconosciuto senza saperlo, rimase sconvolto dai singulti spasmodici e taciti del petto di Ninna che tra un singhiozzo e l’altro portava ritmicamente avanti a se le braccia tese coi pugni stretti. Nella mano destra stringeva un coltello la cui lama rifletteva mari di sangue tanto vasti da non averli mai immaginati, troppo profondi perché Tore potesse accettarli e Ninna sopportarli.


Così, Tore intuì quel che era accaduto. Evidentemente non solo lui aveva assistito alla crudele performance dell’uomo di cui Ninna era innamorata. Anche la sua amica era arrivata dietro di lui, spinta dalla curiosità adolescenziale che fa superare mille ostacoli nella piena coscienza di possibili punizioni. L’aveva seguito per sentire il suo ragazzo che, alla lettura di una tale dichiarazione d’amore, sicuramente avrebbe anelato il momento del prossimo incontro e già lo vedeva vantarsi del suo amore con gli amici. Invece, superando di un balzo l’infanzia, la povera Ninna aveva dovuto scontrarsi contro il muro della realtà dura e umiliante di un rifiuto d’amore. Tornando indietro, forse già nel momento in cui la sua lettera era divenuta un improbabile pallone, oppressa da rabbia avvilente e mortificante, era andata a cercare l’unico mezzo che avrebbe potuto vendicare il sanguinare irreversibile del suo cuore. Nel cortile di Tore, la ragazza sapeva bene di poter trovare qualsiasi mezzo utile al suo scopo e, spinta dall’istinto cieco dell’orgoglio ferito, con in mano uno dei coltelli da caccia del padre dell’amico, aveva portato a compimento quel che la sua dignità richiedeva senza obiezioni.


In un ultimo gemito dolorante, la ragazza cadde sulle ginocchia senza staccare gli occhi da quelli dell’amico esterrefatto e, abbassando il capo, stette ad ascoltare rispettosamente l’urlo della sirena di un’ambulanza a cui si unì quella della polizia. Solo allora rise istericamente e, scuotendo le spalle tra pianto e riso convulso, levò in alto il capo. Con un movimento svelto e preciso, nell’istante in cui la lama le baciava la gola, nettamente la tranciò. L’urlo straziato di Tore si unì a quello delle sirene, mentre il sangue della bella Ninna si univa a quello del suo uomo che, ora e per sempre, avrebbe vissuto nella sua anima e felice nel suo cuore ferito.


the end



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Diritti riservati sul testo, immagine reperita in rete.

6 commenti:

  1. Tal scusami, stamattina ero arrivata per darti il mio buongiorno ed inizio di una nuova settimana ma poi ho visto che c'era l'ultima parte e mi sono ripromessa di leggerla prima per lasciare anche il mio pensiero al riguardo, ma poi sono stata chiamata da impegni improrogabili, vestire la mamma, farle fare la colazione e sistemarla ed il tempo è volato, nemmeno adesso riesco a leggere con calma perchè devo scappare in cucina a preparare per il pranzo, questa sera sicuramente leggerò l'ultima parte del tuo racconto.

    Un saluto e buona giornata.

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  2. Finale per nulla scontato, anzi tutto mi aspettavo tranne questo tragico epilogo.
    Bello veramente bello Ttal... complimenti!

    Si è una gran rottura con sti browser, anche io stamattino con Firefox non visualizzo l'header di Corinne mentre con IE si vede benissimo.
    In effetti mi sono documentata un pò su questa storia e praticamento ho scoperto che i due browser non usano gli stessi parametri percui saltano e salteranno sempre fuori questi differenti modi di visualizzazione.
    adesso vado a vedere con IE come si vedono i tuoi blog.

    Un saluto Tal e buona giornata.

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  3. Tal ma è un casotto, io posso capire problemi di visualizzazione ma con IE cambia completamente il post pur consevando il titolo dell'ultimo visualizza tutt'altra cosa.
    C'è sicuramente qualcosa che non quadra ma al momento non saprei proprio cosa sia su myblog che su blogspot quindi credo che il problema non sia nei browser che si usano.
    Non saprei cosa dirti sono rimasta senza parole e per il momento senza idee per agirare questo ostacolo.
    Ci penso un attimo, sono ancora scioccata da quello che ho visto.

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  4. Tal su blog di Myblog con IE ho cliccato sui commenti per vedere se usciva il post ma esce solo il titolo e basta come se fosse stato tagliato il contaniere del post forse c'è un errore nel codice del template???
    fai una prova copiati il codice del foglio di stile del template che hai adesso e prova a mettere invece un template normale di myblog e vedi cosa succede, adesso vado a vedere su blog spot perchè fa questo casino anche li a meno che tu non fai come me il copia ed incolla per cui la sorgente è sempre myblog, e quindi il problema è solo nella piattaforma di alice/virgilio.

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  5. Tal forse ho capito dove è il problema.
    Tu copia i tuoi testi da word come delle volte faccio io però attenzione quando si fa questo il codice tradotto da My blog riporta tutta una serie di parametri che non fanno altro che incasinare il codice vero e proprio HTLM dello scritto che vuoi postare, succede anche a me però io una volta che ho fatto il copia ed incolla da word sul post di Myblog, poi apro la cesella del codice HTLM e cancello tutto quello che c'è tra questi due codice

    inizio
    if gte mso 9 xml

    fine
    xml ! endif --

    secondo me è questo che crea il blocco

    ho dovuto togliere le parentesi altrimenti non prendeva il codice se non sono stata chiara dimmelo che ti mando una mail

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  6. Buongiorno Tal, sei riuscita a fare qualche prova per vedere se cambiava qualcosa?

    Un saluto e buona giornata.

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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