sabato 21 marzo 2009

Un filo di perle * I Parte

“Lungo la linea dell’orizzonte vivono miliardi di perle. Perle su un filo di rugiada brillante e bianco come la neve. La neve da noi è calda ma c’è, pur essendo strana. La rugiada che scorre sul confine del mondo è, però, fresca e bagnata mentre regge le perle. Quando il sole fa il giro barcollano un bel po’. Il fuoco scioglie il filo o, almeno, sembra che lo faccia. Man mano che la palla va giù, le perle cambiano colore diventando rosse e nere, quasi fumano. Qua da noi si teme che prima o poi si rompa tutto. Perché quelle traballano e cozzano l’un con l’altra tintinnando continuamente. Questo pandemonio succede sempre, alla fine del giorno. E noi abbiamo paura che a ogni fata buona si disfi il mondo.”
Tra le unghie smaltate, frusciava la collana come il pelo ispido di una iena sul tessuto damascato del divano in cui era distesa. Con l’altra mano stringeva il foglio in cui un bambino, di chissà quale mondo perlato, aveva espresso il terrore suo e del popolo di cui faceva parte. Era circondata da opulenza e solitudine, questa Regina di cui vi parlo. Prima faceva parte di un mondo celeste e sereno, nel quale ognuno era per tutti e mai nessuno solo per sé. Stranamente, almeno per voi, il giorno era eterno e la notte non esisteva. Sino a quando, riflesso sul mare orlato dalle familiari perle bianche che altro non erano se non stramiliardi di mondi diversi uniti l’uno all’altro, un buco profondo sputò fuori dal cielo una fiamma rotonda e cocente. Terribile e intoccabile, così grande e maestosa da spaventare chi sino ad allora mai niente aveva avuto ragione di temere. Quella che ancora non era Regina, ma solo fata buona racchiusa nel suo semplice concetto umanitario di bontà, seppe sin da subito che tale orrore era il sole. Mai nessuno si era chiesto cosa generasse la luce, essendo la volta celeste chiara e cristallina, pura e semplice come tutti loro. Il sole era troppo caldo e grande, così si posizionò lassù. Le fate e tutto il popolo reputarono corretta questa decisione, già iniziando a considerarlo un tremendo dio. Così potente e diverso da tutti loro.



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7 commenti:

  1. ciao Talamasca,
    mi sono preso un pochino di tempo per sedermi qui e leggerti con calma, mi sono letto d'un fiato "un'Ape per magia", "Quando dormo" e la prima parte di "Un filo di perle".
    Beh è un tuffo nel fantastico, molto particolare, ci sono dei momenti che sono dei fotogrammi di sensazioni veramente forti ma lasciate come leggére pennellate su tela. Ogni romanzo un dipinto, con i suoi colori, i suoi momenti i suoi umori. Si gli umori, gli umori sono la sensazione più forte che leggo e che percepisco, nella gioia come nella rabbia, nella goliardia di alcuni momenti e la fermezza di altri nei momenti di certezza e di incertezza con metafore che spesso nella mente ritrovo e che tu sapientemente hai qui meterializzato dando proprio voce a quelle sensazioni che spesso sono nelle profondità dei pensieri.
    Molto suggestivo il tuo modo di pensare in "parole da leggere".
    Complimenti.
    Adesso ti lascio il mio saluto con l'augurio per una buonanotte.
    e un grazie per la tua ospitalità, Talamasca.
    A presto

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  2. Buongiorno Tal, di nuovo ci fai tuffare nella fantasy con le tue fate e regine di mondi incantati, bello bello bello....
    Resto in attesa del resto del racconto.

    Un saluto e buona prima domenica di Primavera Tal!

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  3. Si si, il mio componimento si riferiva a una serata reale. A volte desidero ricostruire la fotografia di alcuni momenti della mia vita, desidero che resti qualcosa da condividere e ricordare e in questi pochi mesi ho scoperto che il blog mi avrebbe dato questa opportunità, lo trovo straordinario.
    Parlando di "Talamasca", ieri sera mi sono letto come pagine di libro le tue poesie e il tuo romanzo "prima parte". In questa esperienza che sto vivendo con il blog capisco che alcuni dei nostri sensi non possono stabilire un contatto, sicuramente tatto, olfatto, gusto e udito, e per udito, non mi riferisco ai brani che a volte abbiniamo come colonna sonora dei nostri pensieri, ma l'udire il "tono", la voce di chi si racconta. Allora, "guardando" queste parole, cerco i quattro sensi che non percepisco. Allora vedo un'ape che porta la parola del tradimento e mi ricorda le persone che hanno piacere nel pungere per dare certe "brutte notizie" di cui uno farebbe sicuramente a meno. ma anche se il significato non fosse stato questo, i miei sensi "bendati" mi dicevano questo, ma leggere nelle parole di persone come te che danno profondità ai propri pensieri, è come apprendere e imparare un alfabeto nuovo con lettere nuove, concetti nuovi e linguaggi nuovi. Ci vuole tempo, ma nel tempo può dare grandi soddisfazioni, io non ho molti amici nel blog, ma quelli che ho li vivo, con l'unico "senso" che ho a disposizione, ascoltarne con gli occhi le emozioni. Questo tuo angolo le offre senza gridare, ma con nitida chiarezza e secondo la massima di Jules Renard che hai pubblicato. Perché riuscire oggi come oggi a parlare senza essere interrotti dalla pochezza di molti, è un valore che si deve coltivare per non perdere le nostre percezioni, percezioni che ci rendono la vita degna di essere vissuta, leggere parole che ci lascino un'emozione, a volte forte, a volte semplice ma sempre un'emozione.
    Grazie per il tuo passaggio,
    una buona domenica anche a Te.
    A presto

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  4. Ciao Talamasca,c'è il premio de oro per te sul mio blog di poesie.

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  5. Buongiorno Tal e buon inizio settimana, finalmente è primavera e spero che lo sia anche nel tuo cuore!

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  6. Buongiorno Tal, oggi niente sole giornata grigia con grossi nuvoloni, speriamo solo che non piova.

    Un saluto e buona giornata!

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  7. Variazione sul tema

    Su un filo di perle ha steso le mani una fata. Non so da quale regno venisse nè perchè disegnasse l'orizzonte quel filo di perle.
    Se le è messe al collo rubandole al cielo.
    E' divenuta la signora borghese d'una altra storia: si è sciolta l'alta cintura dell'abito e ha indossato un tailleur. Il cielo si è coperto di nero...e ha piovuto un bel po'.
    Da un luogo lontano è poi sopraggiunta una fanciulla che aiutando nelle faccende domestiche riponendo fra molte altre gioie quel giro di perle se le provò, traformandosi in ampia serena maestosa volta celeste, in cui si rincorrevano trasparenti bolle di sapone per divertire tutti i bambini, qualche lettore ed altre persone.
    Ciao Cristiana

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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