mercoledì 6 maggio 2009

Dal suo naso

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Dal suo naso usciva quell’ odore, come fosse cosa bella lui andava in giro senza curarsene e camminava. Camminava e talvolta saltellava, girava anche su se stesso mentre procedeva. Chi gli passava vicino già l’aveva sentito da molto lontano, un aroma di legno molto forte, in realtà come se sotto di esso stagnasse acqua metallica,metallo bagnato, lago di zolfo, mare d’inferno dai draghi abitato. Correva per brevi tratti, poi si fermava. Sorrideva alle rondini che ancora non c’erano, salutava gli amici che non aveva, inarcava la larga schiena e rideva, poi repentinamente smetteva e si guardava attorno a cercare. Forse gli amici, ci si chiedeva, o forse quegli uccelli invisibili che solo lui vedeva?

Nessuno, però, veramente lo sapeva.

Sulla strada, proprio lì davanti a lui, sorgeva una cascata. Attorno alla cascata tanto verde e molti insetti, a circondarla aria di rugiada e gocce di cristallo, ad estasiarlo fruscio d’ali ininterrotto e canto d’angeli armonioso. Era lì, davanti a lui, mentre il lago così creato alitava il senso d’amore che forse non a tutti si rivela.

Sentiva scrosciare le onde lievi tra i piedi, mentre camminava, meravigliato ogni secondo del sussurro strano del vento che sembrava un usignolo.


Chi lo guardava e annusava, diceva che era pazzo e anche troppo strano. Forse pericoloso, così dislocato. E poi, perché rideva e correva? Era diverso, faceva male a credere di poter liberamente camminare.


Chi lo conosceva ne era geloso perché, lui, ancora rideva. Gioiva e stupiva, mentre tutti si rodevano.

Essi capivano senza ammettere, sfogliando evitando di leggere, quelle pagine amare di consapevolezza animale. Erano martiri, coloro che accettavano il proprio destino, vittima chi si poneva contro il caso. Con la mano altrui sul capo a ricucire ferite e dolori, ci si esaltava il sangue a consolare chi stava male. Tranne lui, che produceva quell’odore bagnato dal naso.

Tranne quest’uomo particolare, che rideva stupiva e sorrideva mentre correva.

Sino al giorno in cui una lama assassina annerì e ammutolì tutto il mondo frusciante e profumato in cui viveva.

Le sue corse terminarono e mentre giaceva sulla strada e il suo odore buono saliva al cielo, qualcuno già gli carezzava il capo sorridendo addolorato.



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GiorgiaM.*Talamasca

Diritti riservati sul testo, immagine reperita in rete.

13 commenti:

  1. Ho pubblicato la tua poesia, vieni.

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  2. Il folle era lui che a suo modo amava la vita e apprezzava con il sorriso tutto quello lo circondava o noi che non lo abbiamo compreso e trattato da diverso fino ad eliminarlo perchè ci faceva paura?


    Un abbraccio Tal e buona giornata.

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  3. buongiorno regina dei fiori :)

    ma dove prendi l'ispirazione per scrivere questi racconti?

    Io non saprei proprio dove pescarli...

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  4. Scrivi molto bene, scrivo anch'io ma non ci arrivo :) la tua poesia è veramente bella, ma appaiono delle scritte tipo "paras-endif" appena apro il blog di Stella...può darsi che sia un errore del mio pc, ultimamente fa cose strane. Infatti lo sto indagando...bè, ciao e alla prossima poesia, Arianna!

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  5. Hai detto quello che mi era venuto in mente subito dopo! Infatti spesso si creano conflitti fra browser ma ormai il pc è vecchietto e presto lo rottamo, e forse dico addio allo zio Bill...ciao e grazie x tutto, a presto, Arianna

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  6. tal, non ti devi scusare, la penso esattamente come te sul nostro premier e capisco la tua rabbia. dici bene quando scrivi che il vero problema è che non abbiamo una valida alternativa. speriamo che presto la situazione cambi!
    buona serata

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  7. No problem...basta armarsi di pazienza e plug in o no si legge...
    Buona serata geme, in formato bombarola..

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  8. Buongiorno Tal, un saluto ed un sorriso per questa nuova giornata!

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  9. Follia oggi è non essere diverso.
    Voler saper di buono e avere- stranezza assoluta - non un odore che esce dal naso, ma un pensiero o un sentimento dal cuore.
    Ciao Cristiana

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  10. Io?!
    Non comprendo cosa ti faccia pensare che quell'Anonimo Poeta possa essere io ;)

    Cara Tal, va bene così, devi starne fuori o resteresti coinvolta, ma grazie.

    Riguardo la tua breve e significativa storia... eh sì, l'invidia uccide. Ma... non distrugge.
    Un bacio.

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  11. Ah no, anonima mai. Io mi dichiaro sempre. Infatti ho messo l'occhiolino ;) sotto la "poesia". C'è un significato inerente la "neutralità". E infatti hai ben compreso.
    Grazie Pupetta, buon pranzo pure a te.

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  12. penso che la maggior parte delle persone preferiscano non sapere, preferiscono essere governate da uno che gli dice che va tutto bene e andrà sempre tutto bene, piuttosto che da chi dice che ci sono problemi e bisogna fare sacrifici.
    è triste, ma è così!
    buon pomeriggio

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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