giovedì 10 settembre 2009

Ricordo i profumi

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Poc’anzi ho fatto una passeggiata fuori casa, a dire il vero attorno alla casa stessa e dentro il mio cortile che la circonda su tre lati. Ho una veranda aperta, larga e ben curata, che si affaccia tramite dei grandi archi su un piccolo prato sfortunato. Sfortunato perché l’erba, che sarebbe dovuta essere del genere sempreverde, in gran parte è morta a causa della sua particolare delicatezza. Tuttavia egli è arricchito da un laghetto, in cui un’anfora beve l’acqua e la riversa continuamente come una cascata in miniatura. La piccola pozza d’acqua è circondata da piante verdi di vari tipi, tra i quali un papiro forte e rigoglioso che sembra non soffrire alcuna variazione climatica. Ci sono dei garofani nani di un bel rosa brillante e un grande cespuglio di margherite viola su cui regna un ramo di spina di cristo, messo lì per evitare che i gatti continuino a fare i loro bisogni corporali. Grazie alle spine, oramai le margherite sono grandi e rigogliose mentre prima quasi agonizzavano. Ho anche un triangolo di terra isolato dal resto del giardino, un minuscolo pezzo straripante mazzi di menta, origano e timo. A voler essere onesta, la menta la fa da padrona e continua a crescere e invadere con prepotenza quel metro e mezzo di timido terriccio.

Risalendo i larghi gradini di basalto, mi son ritrovata sulla veranda a perlustrare i vasi appesi alla ringhiera. Il bocca di leone è invaso dalle foglie perché non l’ho curato a sufficienza, più in fondo verdeggiano due mazzi di margherite prive di fiori e, a concludere la triste esposizione naturale, un recipiente colmo di nuda terra piange le spoglie di un fiore che non ha resistito a questa torrida estate. Fortunatamente possiedo un grande ficus, i cui rami son sempre più floridi e straripanti di foglie verde brillante. Nessuno ci credeva, mentre io dicevo…si deve abituare, datemi tempo. Dategli.

Alla destra del portoncino d’ingresso, su una grande anfora bianca, regna una pianta resuscitata grazie alla mia pazienza e su un’altra l’edera dalle piccole foglie. Girando l’angolo, troneggiano alcune sedie di plastica impilate dalla sera in cui ho organizzato la festa di compleanno del mio compagno.

Solo nel fare quegli ultimi passi ho avvertito un profumo di tempi andati. Le cavalcate in bicicletta con le amiche tra le vie del paese ancora non totalmente risvegliate dalla notte estiva, in un’epoca in cui, senza problemi, tiravo su al massimo i pantaloncini e annodavo la maglietta sotto il seno sfrecciando col sedere per aria. Si navigava per le strade senza andare troppo lontano, nemmeno ci si poteva avvicinare alla periferia del paese, perché se ci avesse visto qualcuno avrebbe potuto raccontare a mamma e papà. E allora addio uscite in bicicletta. Avevo dodici anni, un po’ più un po’ meno. Dietro l’angolo della veranda, a casa mia, ho ricordato l’oratorio della parrocchia che, ogni estate, organizzava la raccolta della carta straccia casa per casa e a noi ragazzi che, senza ovviamente pensare all’utilità della cosa, andavamo in giro tutta la mattina da presto presto a suonare e rompere le scatole a settemila abitanti per racimolare un po’ di carico e qualche promessa di bontà. Se restava tempo di gironzolava senza fine, con un futuro ancora lontano e l’orizzonte che sprizzava rose e fiori. Ho ricordato quegli anni in cui ero più bambina e andavo ancora alle scuole elementari, la casa con le scale esterne della mia amica Antonella la cui madre preparava sempre il the coi biscotti Saiwa e spegneva la tv per farci fare i compiti. Io ero quella molto brava in italiano, mentre Anto era forte in matematica. Ora lei è un’esperta dottoressa biologa, io sto qua a scrivere senza meta. Davanti a casa di Antonella c’erano i fiori di lillà, e io ne andavo pazza. La madre di un’altra mia amica, Denise, aveva delle bamboline di legno che non dovevano essere nemmeno sfiorate. Ci giocavamo di nascosto come fossero d’oro. Dirimpetto la casa di Denise, che adesso ha un bellissimo bimbo, c’era una ringhiera sulle cui sbarre si attorcigliavano dei profumatissimi fiori gialli. Tirando un pochino il pistillo, usciva repentina una grossa goccia color miele, zuccherosa e fragrante. I nostri incontri erano fatti di compiti, giochi occultati e sorsi paradisiaci di fiori sconosciuti. Ho ricordato, per semplice associazione mentale, l’odore di resina dei pini che circondavano le grandi pietre tra le quali mi nascondevo col mio primo ragazzo, l’umidità tra i fili d’erba dei giardini in cui entravo di nascosto coi miei amici; i giardini erano tabu perché vi si celavano ormoni impazziti e profumo di Malizia, il deodorante che si usava tanto in quegli anni. Ho ricordato la fragranza delle pizzette al taglio, che prima erano molto più buone perché le potevo mangiare molto raramente, ho ricordato l’odore delle caramelle zuccherate e quello del sudore dopo una bella corsa, il profumo della pelle nera la prima estate in cui mio padre mi ha fatto andare al mare da sola, in pullman, le spinte e le manate degli sconosciuti sul sedere a cui nessuna ragazza purtroppo scampava, il frizzare del sale marino su nel naso quando si scendeva alla quarta fermata, la barba incolta e pungente di un ragazzo che mi amava e ha pianto per me, l’odore suo e dei suoi capelli. Le mie gambe, nell’estasi del momento, hanno cessato di rispondere ai miei istinti…mi son fermata poggiando la mano sulla ringhiera e, inalando forte, nel percepire un pericoloso battito, quello che precede il pianto, ho invece sorriso ricordando che oramai lo so bloccare. Sbirciando a occhi socchiusi ho scorto il responsabile di tanta malinconia…il mio gelsomino magro e sparuto ha sbocciato un grappolo di fiori bianchi che, indomiti, hanno sfidato la mia storia, vincendo un grande album di scatti vitali con il loro nostalgico profumo dolce e inebriante. Li ho sfiorati portandoli al naso e, allora sì, quella lacrima è scesa, a perdurare nel cuore chiedendomi di non scordare mai.

* talamasca*Image Hosted by ImageShack.us

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1 commento:

Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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