sabato 31 ottobre 2009

Cuore pazzo

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Il giorno scuriva e il sole spariva mentre col suo cuore in mano svelto sgusciava tra un passante e l’altro, scappando via da me più veloce di gatto selvatico, quasi come scia di nave leggera andava e marcava e poi non c’era più. Stranamente i miei occhi non seguivano l’incedere dei passi e neanche il movimento ritmico delle sue spalle, ma sbirciava preoccupata quel cuore stretto in pugno, a controllare che qualche goccia non cadesse giù o sporcasse i suoi pantaloni, macchiandoli irrimediabilmente. Ero preoccupata di trovare un buon smacchiatore, qualcosa di sufficientemente efficace che riuscisse a pulirgli i jeans. Al che uno spintone mi fece fare due passi in avanti e, mentre uno sconosciuto mi rubava subdolamente il portafogli, lesto anche mi diceva scusi è che qua non si riesce a camminare.

L’urto mi esortò a capire che il cuore non avrebbe macchiato qualcosa che io più avrei potuto lavare, se non altro almeno avevo ottenuto qualcosa di buono. Così, mentre i secondi passavano così come i pedoni attorno a me, mi resi conto che lui era sparito. Sgranando gli occhi sentii di perdere fiato e, velocemente, camminai per ritrovare quell’uomo e il suo cuore strizzato. A tratti correvo per raggiungerlo il prima possibile, talvolta superavo con un balzo madri urlanti e bambine con stiletti celati tra i capelli, spintonavo per procedere e a un tratto mi sentii trattenere per un braccio. Vidi gli occhi grandi di un cavallo che piangevano mentre un clown dal naso livido e il trucco sfatto rideva come un pazzo, la sua mano guantata di spine lo carezzava senza pena e dalla bocca dell’animale giunse a me una richiesta aiutami per favore strappami via questa tortura accoppa questo stronzo per favore sto soffrendo. Saltellai da un piede all’altro indecisa che fare, temevo di perdere per sempre il mio uomo e il suo cuore e più il tempo passava e più lui si allontanava. Allora con moto repentino presi i capelli del clown assassino e tirando con ira mi ritrovai in mano l’intero scalpo, si trattava di parrucca gialla e lui rideva ancora sempre più matto. Alzai le spalle e dissi al cavallo ho fretta mi spiace, e corsi ancora più veloce a cercare li mio innamorato. Lo scorsi poco lontano che confabulava piano piano con qualcuno che il suo corpo celava, perciò mi avvicinai di soppiatto per chiedergli di non andare se non altro avrei preferito avere a giorni un po’ del suo cuore, se non tutto almeno un po’ che so tre giorni a settimana, del resto del tempo poteva farne quel che voleva. Purtroppo mentre gli andavo incontro scorgevo sempre più il suo interlocutore che presentava gonna corta con scollo inguinale coscia lunga e tacco alto, e sin qui andava male. Bloccai il mio procedere inclinando la testa di lato, socchiusi gli occhi e vidi quel cuore tanto agognato. Che faceva il marrano!? Glielo faceva toccare! La donna sorrideva e mentre lo faceva la sua lingua appuntita spargeva bava tutto attorno a sé, le labbra gonfie tiravano la faccia e i suoi capelli biondi gracidavano di verde perché conservavano rospi e ranocchi tanto da affinarla a tremenda megera. Decisi in un momento di soccorrere il mio caro, tornai indietro di due passi per darmi lo slancio ma fu inutile poiché una botta violenta in mezzo alla schiena mi fece piombare ben bene tra i due. Mi girai costernata per riuscire a capire, così vidi il cavallo infuriato con la schiena sanguinante pronto nuovamente a caricare mentre dalle sue narici usciva vapore come fosse un toro ma che dico, locomotiva rabbiosa e scalciante simile a toro cornuto. Ovviamente.

Per fortuna mia ma non della bestia furiosa, arrivò di corsa il clown di poco prima armato di mannaia e privo di parrucca, stavolta non rideva come un pazzo ma strillava invasato mentre dal trucco semi disfatto colavano rivoli neri e dalle sue grandi scarpe proveniva una puzza tremenda di sterco animale. Guardando superficialmente notai che gli scarponi erano completamente coperti di cacca di cavallo e capii in questo modo come il povero animale era riuscito a scappare. La prima volta.

Mentre i due simultaneamente sbraitavano dandosele di santa ragione, chi con la mannaia chi col (ehmmm) deretano, io mi resi conto in un momento di esser seduta sull’amato cuore e di spalmarlo ben bene sul marciapiede. Alzai lo sguardo colpevole facendo gli occhioni sul mio amore che stava in piedi certamente offeso e un po’ contrito, ma egli incurante del grave fatto baciava senza vergogna la strega poc’anzi descritta. Che toccava e palpava, mentre io stavo seduta sul cuore del mio innamorato…mi sollevai incredula, ma stava proprio lì, spappolato dal mio sedere. Pertanto compresi: non era il suo cuore a permettergli di amare, ma ben altra cosa, quel che la vipera ostinatamente palpeggiava. Con gli occhi rossi di’ira e sputando fuoco dalle nari, urlai ferocemente terrorizzandoli e, ancora oggi mentre vergo queste righe, quelli stanno ancora scappando dimentichi del bacio interrotto e con sempre nel petto vuoto il ricordo del mio dolore mascherato da cieco furore.

Il cavallo e il clown?

Se ne riparlerà, forse.

*Talamasca*

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I diritti riservati sul testo, immagine reperita in rete.

9 commenti:

  1. Ciao Tal ,siccome non ho tempo ,ritornero' ,mi piace leggerti per cui non voglio precludermi questa possibilita' ,ma velocemente ti lascio un saluto e un abbraccio
    per un buon week end .
    Il tempo è buono e questo aiuta ,per rispondere al tuo commento .....hai ragione ,ma io amo molto questa persona è quello il vero e unico problema :)

    bacio
    kicca

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  2. Sempre particolari ma accattivanti i tuoi racconti Tal, sei capace di descrivere talmente bene le forti emozioni dei tuoi personaggi che automaticamente mi arrivano e mi sento automaticamente catapultatao nella tua storia.... questo è l'effetto che mi fa quando leggo i tuoi racconti.... non so se mi sono spiegata bene perchè è difficile descrivere questa sensazione che ho.

    Un abbraccio Tal e buon inizio settimana!

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  3. Rimango sempre a bocca aperta quando leggo i tuoi versi, le tue parole... riesci a far entare il lettore dentro le tue emozioni!
    E' davvero un piacere seguire il tuo blog!
    Kiss

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  4. Brava,la storia ha la spontaneità
    d'un sogno raccontato nei minimi particolari,magari ne fossi capace.

    Buona domenica,qui pioverà ma non importa,risulta sempre un giorno di riposo.

    Ciao,Ivo

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  5. Un saluto Tal e buon inizio settimana!

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  6. Intrigante.
    Surreale o ipereale? L'uno e l'altro, lo sento.
    Meglio spalmare il cuore di qualcuno sul marciapiedia con quel simpatico modo che consentire a qualcuno di lastricare con il nostro la via della propria vanagloria.
    Si possono anche lasciare alle megere i simulacri di corpi vuoti e ai pagliacci di merda le loro brighe inutili.
    Cristiana
    Passo in ritardo causa influenza

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  7. solo un frivolo saluto per dirti che ci sono....
    a prestissimo.

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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