mercoledì 20 gennaio 2010

La sera arrivò - I parte


La sera arrivò lentamente senza che lei si rendesse pienamente conto del passar del tempo, sino a quando la colse un brivido di freddo. Si portò al caminetto con passo strascicato, per ravvivare il fuoco quasi spento. Aggiunse qualche piccolo tronco e soffiò sulla brace desolata, per vedere prima una vampa, poi a questa unirsene altre. Le prime fiamme invasero i corti legni danzando balli lenti in ampie volute arancioni, mentre le scintille strepitavano la loro impertinenza osando saltelli esagerati sino alle sue gambe. Le piegò sotto di sé circondandole con le braccia e, rannicchiandosi per scaldarsi ulteriormente, senza alzare gli occhi dal fuoco appena rinato, proseguì la contemplazione.

Era sera fuori di lì, era notte più lontano, il mattino ormai passato. Scavando la brace con mani invisibili, Eva si ritrovò in una realtà mai pensata. Case immense sorgevano ai lati di buie strade lastricate di pietre fluviali, tondeggianti e fastidiose da calpestare. Rendendosi conto di riuscire a camminare agevolmente su un percorso impossibile per molti, si guardò alle spalle invasa dallo sgomento della solitudine. Seppe in un attimo di esser sola, ottenebrata dal mistero del luogo che non presagiva niente di buono. Camminò senza muover le gambe e, da un momento all’altro, si ritrovò in una zona simile alla precedente, sempre nella stessa strada e tra immense dimore disabitate, ma inspiegabilmente animate da qualcosa di invisibile. Desiderò tornare a casa e, intuendo ad un profondo livello di coscienza di essersi addormentata mentre guardava le fiamme danzare, volse tutta la sua volontà al tentativo di risvegliarsi. Inutile dire che gli sforzi furono vani, ne risultò solo una maggiore consapevolezza dell’isolamento in cui si trovava. All'improvviso il suo braccio venne afferrato e, nel voltarsi, simultaneamente indietreggiò spaventata liberandosi dalla presa con uno strattone. Vide che una donna sorridente la guardava e, col capo inclinato di lato, le mostrava dolcezza compassionevole chiamandola a se con continui cenni della mano. Indossava un grembiule da cameriera su un corto vestito nero e sul capo un berretto bianco, i capelli erano legati sulla nuca e il viso straordinariamente bello, ad un esame più approfondito, sembrava avere un’espressione ironica. Quasi cattiva. Si voltò per tornare da dov’era venuta e, senza mostrare sforzo, sembrò lievitare mentre continuava a guardare Eva dietro di sé chiamandola e chiedendole di seguirla. Eva, che normalmente sarebbe impietrita dallo spavento, le andò dietro stupita del suo incedere quasi da nuvola sul lastricato di pietre nere. Senza preavviso la via le corse incontro rapidamente così che le case, che correvano veloci come la luce ai suoi fianchi, persero consistenza divenendo una continua macchia nera simile a nastro di lutto. Quando tutto si fermò, lo fece di botto. La nausea non la colse, si ritrovò semplicemente a cercare di capire cosa era successo con esattezza. Vide di trovarsi davanti all’ingresso di una casa torreggiante come le altre, con la cameriera che ormai sogghignava sfacciatamente mentre la osservava.

Entrò in casa mentre rideva , e Eva la seguì.


**Talamasca**


I diritti riservati sul testo, immagine reperita in rete


12 commenti:

  1. Finalmente nuova linfa ;)
    sono contenta .

    Non sono innamorata ,è solo che i sentimenti non si smorzano facilmente ,ma niente ritorni ,non è piu' possibile ormai .

    bacione grande
    kicca

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  2. In attesa che i protagonisti dialoghino...

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  3. Ciao scrittrice,

    Non ho idea se l'inconveniente capiti ad altri visitatori,ultimamente nel blog Travel entra una pubblicità automaticamente,la chiudo e non da più problemi.
    Mi spiace,non saprei che fare,il web ha molte contro indicazioni.

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  4. I tuoi racconti sono sempre belli, pieni di mistero, quindi molto accattivanti... attendo il seguito.

    Un abbraccio e buona giornata!

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  5. bene, arrivo in tempo per la prima parte :-)
    adesso che ho acceso l'interesse attendo il proseguio del misterioso racconto

    :-)mandi

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  6. Si ma erano anni e anni che qua non succedeva più, in pratica le temperature bassissime che non si alzano mai fan si che la brina non riesca a sciogliersi e si accumula creando sta meraviglia.


    Giorgia vieni a trovarmi!!!!

    :)))))

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  7. accidenti Tal, meno male chenon avevi l'ispirazione..

    BRAVA!!!!

    ♥♥♥

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  8. Ci sono Padroni (della vita, del destino, dei Sogni, del mondo o dei... mondi!?), che a volte indossano abiti servili. Come il diavolo, che spesso si traveste da prete. Oppure sono parti di noi, destinate a prendere il comando, ma che preferiscono dirigere gli eventi mascherati da servitori. Chi comanda nella Casa, dopotutto?
    Ad ogni modo, Eva è entrata. Eden or Hell?
    Waiting...

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  9. ho appena letto il tuo commento e ti ringrazio per essere passata. buona serata!

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  10. Goodmorning My Sweet Love...

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  11. Un abbraccio Tal e buon fine settimana!

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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