venerdì 8 gennaio 2010

Una porta chiusa

Inizio sempre col digitare parole senza senso o legame, inizio col cuore in tumulto e, in preda alla confusione, improvvisamente mi fermo a fissare lo schermo bianco. Il marasma nella mia mente è grave e me ne accorgo solo quando cerco parole per descriverlo. Non le trovo, non mi bastano mai. Oggi è il giorno della befana, è giorno festivo mentre piove continuamente. È strano quanto mi piaccia, anormale che improvvise arrivino le lacrime. Attaccate al loro filo il cuore rovente mi scodinzola in gola. Quale può essere la spiegazione…ma è inutile, non trovo le parole.

È un sordo boato di sofferenza amara, ma non basta.

Una cascata interrotta in picchiata, non solo…

Uno sterile temporale privo di lampi e tuoni, che sbraita e urla per sempre inascoltato.

No.

È forza lucida, è membro teso, è inutile fatica, è uno strillo continuo dall’inferno al paradiso che rimbalza e torna giù, mano tesa che resta vuota, mano secca e sporca, è l’odore del sesso violento e preteso, è cieco questo sentimento, non sa come fare movimento, confonde se stesso e mentre ride scoppia a piangere desolatamente presente. È una stanza vuota grigia e sporca.

Il pavimento a scacchi impolverato rende più scura anche la scarsa luce proveniente da chissà dove. La stanza non ha finestre e la lampadina al soffitto è spenta da molto tempo. Solo una porta di legno scuro conduce all’esterno, ma è chiusa e nella stanza non vi è nessuno che possa aprirla. È un posto deprimente e le pareti riportano graffi neri di polvere lieve che, forse, a lavarli andrebbero via. Su una di queste si trova un lavandino a colonna, bianco o giallo, bianco o grigio, è comunque sporco. Un tavolo di legno è dirimpetto alla porta, e attorno a esso stanno quattro logore sedie di cui una è gambe all’aria. Come fosse stata usata. Nel tentativo di comprendere provi ad esplorare camminando, solo con gli occhi ci voli dentro dove la mente arriva a capire e vedere per bene. Sin da subito ti è chiaro che il punto su cui gira tutto è la porta. Ci si concentra là a fissare lo sguardo, o timidamente la si osserva senza mostrare interesse mentre ancora notiamo quanto è avvilente il luogo in cui siamo capitati. Lasciate un occhio qua, se non è il vostro corpo a poter restare, lasciate un tentativo, un sentimento un’ombra un pezzo di voi un pezzo di cuore una pulsazione…forse ho capito da cosa scaturisce questa depressione.

È colpa della porta chiusa che attira la mia attenzione.

Tento in ogni modo di materializzarmi per poter interagire con gli oggetti e la stanza stessa, desidero fondermi col grigio polvere dell’aria che vi si respira. Ma inutilmente lo sguardo saltella da ogni angolo alla porta, dal soffitto che è un cielo buio all’uscio chiuso, dall’assenza fredda di qualcosa all’uscita che non c’è. Per cui, con angoscia, torno con la mente per un breve istante alle mie prove di scrittura. Ricordo che il primo impulso è stato quello di raccontare una realtà mascherata da novella, una deliziosa storia di vita coperta di abile fantasia. Purtroppo, però, sono caduta nel fango del fallimento, come capita al passero ferito che piombando nella morbida mota annaspa tormentato dalla morte sicura. La mia sconfitta è il foglio bianco, i proiettili le parole vaganti…gratto ansimo brancolo nel buio della muta creazione. Conscia che tutto ha un motivo e una soluzione, nella scorata speranza che alla mia sterilità creativa ci sia un rimedio, mi volto nuovamente a fissare la porta. Oltre essa c’è una o più persone, un sospiro un sentimento che sia riso o pianto, un cuore sano o pugnalato, un occhio di luce o l’inferno del pianto. Con respiro irregolare mi vedo avanzare e, come attraverso una grande bolla, il profilo distorto della porta si avvicina a me che tento di alzare la mano. Lo scopo è solo uno: quello di afferrare la maniglia per poter capire. Voglio spalancare la porta della mia mente e scavare via la parte suppurata che fa più male. Riesco a comprendere solo questo, mentre vedo che già la porta si fa più piccola. Si allontana. È sufficiente un soffio di pensiero per farla sgusciar via e stanziarla là, proprio davanti a me, dove stava prima. La stanza è sempre la stessa, piena di ombre e incognite nere. Le pareti nascoste da baffi di oscurità pare vogliano diventar veramente bianche, poiché a sprazzi si scorge il nitore del pulito tristemente soppiantato, in ogni momento, dalla desolazione di un posto abbandonato. Il soffitto è troppo alto per esser visto, gli angoli troppo angusti per esser solo dimora di ragni.

Ne ho abbastanza e, finalmente, depongo le armi di una battaglia tristemente persa in partenza. Senza voler accettare ancora la completa verità, stringo i pugni in sostituzione del pianto che mai verrà.

Ho nuovamente davanti a me il foglio bianco, tanto desolato quanto la maledetta stanza chiusa ma, ora, questa la vedo più chiaramente. La sua porta è facilmente apribile o, quantomeno, ci posso guardare attraverso. Può esser vetro se non cristallo, offuscato e infangato può anche darsi, ma solo una cosa è vera: voglio che resti per sempre chiusa.


*Talamasca*


I diritti riservati sul testo.

27 commenti:

  1. Credo che piu' la si cerchi e piu' lei non arriva ,a volte basta un lungo resiro ...non cambia le cose ,ma prendersi un attimo senza la ricerca spasmodica di ispirazione
    puo' servire .

    Che ti ha portato la befana ???

    baci
    baci
    kicca

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  2. Scrivo di parole,
    vita,emozioni
    Mie.
    Ho creduto in altre cose,
    vissuto in altre "ere"
    oggi occhi
    di vetro fissano
    ricordi.
    Un ponte avvolto di nebbia
    un lago eterno ghiacciato
    dove a filo
    danzano amanti
    segreti
    dispersi.
    Grazie del tuo
    passaggio da me ti aggiungo fra i miei amici
    Młs†iKΔ ۞

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  3. Alla faccia che inizi a dgt parole senza senso,dopo effettivamente ti rifai!

    La salute tiene carissima,le vacanze sono passate e adesso ci tocca lavorare,almeno spero di continuare,di questi tempi è una fortuna.

    Buone scritture a te,

    Ivo

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  4. Voli su ali sbiancate dal buio le cui penne hanno perso la morbidezza e non si ode se non il secco fruscio di un vento gelido, sconosciuto, che vi passa attraverso. Tutto meccanicamente...dogmaticamente. Ma il desiderio di toccarsi l'anima, saggiandola...è bruciante. Avvicini la mano su di lei lentamente...per non farle del male...ma risolutamente, per quel contatto con te che manca e di cui tu ne fai richiesta a te stessa. Ombre sbiadite di luci soffuse...in un panorama mistico...concentrato in una stanza...di te e della tua anima in volo radente...

    ti abbraccio...per un nuovo anno almeno sereno...ne abbiamo bisogno..

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  5. In questo post leggo la voglia di uscire da una situazione di stallo che permane già da molto tempo... ma si incomincia a vedere uno spiraglio.. là in quella porta che ora si riesce ad attraversare solo con lo sguardo... ed una volta fuori si cerca di tenere chiusa dietro alle spalle...

    Un abbraccio Tal e buon fine settimana!

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  6. Non avevo letto
    il tuo post.
    L'ho fatto adesso
    E che sia
    cristallo
    acqua
    fango non cambia
    ....
    la porta deve
    rimanere
    chiusa
    !
    Le tue parole
    sembrano
    parole
    di
    me.
    Młs†iKΔ۞

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  7. anche qui piove molto, sempre meglio della neve!
    buona domenica!

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  8. Buon inizio settimana Tal.... un abbraccio!

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  9. Ciao Giò,
    tutto bene, lavoro sta rientrando nella normalità anche se carnevale, san valentino e 8 marzo sono già ad un passo...

    Tu, sempre alle prese con l'ispirazione bizzarra?

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  10. Ciao Giò! Credo che tu abbia colpito nel segno, la Dama è proprio ciò che hai descritto tu!
    Vedrai che prima o poi l'ispirazione torna... a volte se ne va per conto suo, forse perché vuole fare altre esperienze, ma quando torna è più carica di prima!
    Un abbraccio.

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  11. Ciao Tal ,volevo dirti che ho ricevuto il tuo commento :)
    Vedo che la porta è ancora chiusa ...io sto sperimentando la meditazione ....non so se è una cosa che riusciro' a portare avanti ,mi manca il tempo ,ma almeno mi rilassa ed è gia' un bene.

    Tu come stai ???
    baci
    kicca

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  12. le parole sai legarle molto bene, complimenti!Stasera c'è un film che potrebbe rientrare nel tuo genere, Io sono leggenda.
    buona serata

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  13. è un .... teso...
    Chiedo venia ma non potevo non notare questa frase... ahuahuahuahu

    Ciao Tala, le battaglie tristemente perse servono ad affrontare al meglio quelle future e nella vita se ne ripetono tante...

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  14. Shape on my heart...pezzo unico..!
    Si se avessi continuato sicuramente...ma anche senza continuare...l'effetto è quello...di certe sere strane..in tempi strani...in cui senti certi profumi nell'aria...domestici e cannibaleschi...opposti apparenti...perché c'è dell'estremo nella verità...il sostanziale nella crudezza...la borghesia morale...mai piaciuta...e quella è una di quelle sere che devi coglierne il senso...approfondirne l'umore...e poi...si...scoppiare dentro...niente di meglio!!

    Abbraccio...per te...

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  15. Buoooongioooorno =)

    "Mi spieghi la prima frase del tuo commento che inizia con "è un...teso"?
    cosa vuoi dire?"

    Nulla di particolare (forse)... credo di aver messo un pò di malizia nel 10° rigo del tuo post... XD (il tutto accompagnato da un sorriso)

    Buona giornata Tala =)

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  16. Ah bene... Allora nel mio commento precedente quel forse tra parentesi ci sta proprio...
    Avevo capito bene XD

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  17. anche a me Will Smith piace moltissimo, fin dai tempi di Willy il principe di Bel Air, anche se, ovviamente, è cresciuto tantissimo come attore da allora!
    buon weekend

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  18. Un saluto, e buon inizio settimana. Niente male quello che hai scritto...

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  19. ti consiglio Avatar in 3D, in versione tradizionale perde molto della sua innovazione.
    buona settimana

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  20. Si hai ragione ,una musica davvero bella :)
    Spero che questa tua porta si apra presto ,cio' che scrivi mi è sempre piaciuto ,per cui spero che presto potro' rileggerti ,molto presto
    baci
    kicca

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  21. Ciao Giorgia... sono Mlaura84, ho cambiato nome al blog, quindi l'altro puoi concellarlo tra i contatti e sostituirlo con questo nuovo!
    Un abbraccio...

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  22. Ciao romanticona,ti sono piaciuti i cavalli sulla neve,suscitano un certo fascino,vero?
    Pensa se fossimo capaci a cavalcarli,almeno io non ne sono capace!

    Buona settimana a te,

    && S.I.&&

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  23. Probabilmente conoscerò anche quella degli Evanescence anche se in questo momento non la ricordo...

    Lacrimosa fa parte dell'opera "Messa di Requiem", ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart...
    Certo ho parecchio osato adattando il brano (profondamente religioso e mica tanto moderno... 1791) ad un video-trip, ma ho cercato di mettere in evidenza come può un determinato genere musicale al pari di un trip o un fungo allicinogeno, fare lavorare la fantasia di una persona (me in questo caso).
    Ci sarò riuscita o mi sarò capida io sola? XD
    Notte Tala...

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  24. Un saluto Tal e buon proseguimentro di settimana!

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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