martedì 23 febbraio 2010

Se non lo dico qui *II parte*


Poi ci sono le donnine dalla parlantina facile prive del filtro che permette, grosso modo alla maggior parte del genere umano, di capire quali sono effettivamente le cose da dire e quali no. Queste attrici sono le più brave. Parlano e parlano, giudicano e infliggono fantasiose punizioni, dicono molto spesso “tu” e “non dovevi” oppure “si fa così”. Sanno tante cose e rendendoci partecipi della loro competenza, senza alcun pudore, sono pure convinte di dover essere ringraziate perché fanno costantemente del bene al loro prossimo. Non le sfiora minimamente il dubbio di essere fastidiose. Il fatto interessante è che, molto spesso, gli gira tutto bene e, questo, grazie al garbo e la buona educazione di chi è costretto ad ascoltarle. Poi arrivo io. Sia chiaro che mamma mi ha bene educata e, peraltro, la mia timidezza mi ha indotto a tacere molto e troppo spesso. Ancora lo faccio in realtà, ma raggiungo sempre più velocemente il fatidico momento in cui, al guardarmi dentro, mi biasimo per non aver parlato. Perché io valgo (come da spot della L’Oreal…?) e chi mi tratta in un certo modo deve mordersi la lingua.

Perciò, ecco perché a volte lo faccio. Ed ecco perché qualcuno non mi sopporta per niente, pur non ammettendolo. Chi se ne frega, vorrei dire, ma purtroppo non è così semplice. Perché se fossi sola mi sarebbe sufficiente non frequentare quella gente lì e ciccia. Ma il film della vita consta di una trama che prevede tanti personaggi più o meno diversi da noi stessi e, non so bene com’è possibile, ma la mia dolce metà ha un modo molto diverso dal mio di gestire la situazione. Ecco, vedete, lui se ne fotte. Letteralmente. Perché, dice, se ci pensa manda a cagare tutti e in quel caso condurrebbe una vita da eremita. Per cui, saggiamente, fa orecchie da mercante alle mie sporadiche lamentele e accetta la vita così come viene. Sappiamo, però, che al suddetto personaggio non può andare sempre tutto bene. Difatti, visto che tace e soprassiede in modo innaturale, al momento dell’esplosione è meglio star lontani. Ma non è lui che volevo analizzare, piuttosto…i compagni delle donnine saccenti e “so tutto io”. Che fanno questi ambigui personaggi? Ovviamente dipende molto dalla loro personale indole, ma quelli che conosco io fanno così: le lasciano dire e fare ma, quando le chiacchierone superano con un balzo estremo il limite consentito dal buon senso, in modo da evitare uno scoppio di grandi risate dal pubblico si affrettano frenetici a dire che anche loro la pensano come le misere, avanzando tutta una strampalata serie di prove che, se mi dessero il tempo di parlare, sarei in grado da sola di demolire in un batter d’occhio. Mettendo da parte quel maledetto garbo sovra citato. Nei momenti in cui, per forza di cose, ti azzardi a dire la tua senza permettere alle donnine di schiacciarti con la loro sacrosanta conoscenza, queste tacciono ma i compagni si offendono. Ho pensato che forse si sentono messi di fronte alla realtà nuda e cruda: stanno con delle tremende rompi palle, e gli astanti hanno dimostrato di esserne a conocenza. Mannaggia. Ma questi momenti di offesa sono alquanto fugaci, perché poi ritornano quelli di sempre: simpatici, chiacchieroni pure loro, e interessati più a come accavalli le gambe o a come porti i capelli e sbatti gli occhi, piuttosto che alle cretine che hanno a fianco. Questi uomini mancano di personalità, secondo voi? Forse.

Il cast di cui parlo è quello riferito alla mia vita più personale; quella stretta stretta che non ti lascia respiro…avete presente? Ce l’abbiamo un po’ tutti…è quella per cui è indispensabile partire in vacanza il prima possibile, e cinque giorni non bastano.

In ogni caso...

4 commenti:

  1. se ci fosse un interruttore per spegnere e riaccendere non sarebbe male
    per noi e per chi vede noi come noi vediamo gli altri
    :-)

    se non riesci a lasciare i commenti sul nuovo blog lasciali pure sul vecchio, è ancora aperto
    buona giornata fanciulla delle farfalle

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  2. * ciao STREGA ATHENA

    Noi non veniamo visti come noi vediamo gli altri, perchè significherebbe che siamo tutti uguali è non possibile...con altri difetti indubbiamente, ma non è detto neanche questo.

    Il tuo vecchio blog non presenta gli stessi post del nuovo, posso comunque commentare a quello?

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  3. Ognuno di noi vede gli altri secondo il proprio punto di vista e non sempre questo coincide con l'opinione altrui nel loro e nei nostri confronti, la cosa migliore è sempre quella di essere se stessi e di agire sempre secondo quello che noi pensiamo cercando di non farci condizionare da niente e da nessuno.

    Un abbraccio Tal e buona serata!

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  4. Passo per leggere il tuo blog.

    Io non posso parlare del mio cast familiare
    perchè vivo da solo e spero che un giorno
    ne farei parte anche come attore non protagonista.

    Ciao cara Tal, un salutone da pulvigiu.

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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