venerdì 26 novembre 2010

Andreina * ultima parte*


La sera in questione era veramente molto fredda. Andreina arrivò alla casa disabitata in cui Antero, il suo dio artista d’amore, la ritraeva quasi ogni giorno avvalendosi di strane apparecchiature e luci artificiali. Poco prima dello scatto si copriva la testa e le spalle con una coperta nera, la quale era al momento abbandonata su una tavola di legno di fortuna. Entrò nella stanza notando che, ancora una volta, Antero aveva richiesto la collaborazione di un’altra donna. Una ragazza bella come lei, con gli stessi occhi e i medesimi capelli corvini e lucenti. Seni grossi e fianchi bianchi, sinuosa in ogni sua curva, come voleva Antero. In questi casi la bella Andreina non si sentiva a suo agio. Forse perché quell’altra modella non parlava mai ma, anzi, la squadrava sempre dalla testa ai piedi mettendola in imbarazzo; oppure perché essa stessa, priva delle vere esperienze del mondo, non riusciva a reggere la competizione. Potevano esser questi dei validi motivi responsabili del suo imbarazzo, ma in fondo lei conosceva, senza confessarlo nemmeno a se stessa, quale era la verità: il tarlo della gelosia le rodeva dentro, nel sentire Antero lodare e vantare le curve di un corpo che non era il suo. Quando con le mani toccava le cosce molli di quell’altra, per indicarle una posizione più adatta all’inquadratura, nel contempo la ammaliava con la sua voce profonda e suadente. Andreina, fremente, aspettava che lui dirigesse il suo sguardo seduttore verso di lei; ce la metteva tutta, con le mosse e gli occhi, ad attirarlo a se sempre di più. In realtà non cambiava niente dal giorno prima, se non l’amore nei suoi confronti che aumentava costantemente.

Quella sera, però, era diversa dalle solite. Antero le rivolgeva continuamente le spalle, indaffarato con tutte le sue diavolerie da grande artista; quasi nemmeno la salutò. La stufa a carbone, in genere sempre accesa per riscaldare il vasto ambiente, era grigia e nera tanto che sembrava trasmettere aria gelida invece che il solito tepore. Cloe, l’altra modella, le rivolse la parola forse per la prima volta da quando si erano conosciute e, addirittura, le sorrise. Un sorriso freddo e invitante, qualcosa che aveva molto a che fare con una possibile trappola. Niente di cui fidarsi, questo le suggerì il suo istinto primordiale di donna. Concitatamente, il fotografo le chiese di rilassarsi e salire sulla pedana che fungeva da base per le fotografie e nella quale, di giorno in giorno, venivano poste delle sedie o un letto, secondo il monotono estro del presunto artista. Andreina si irrigidì. Non era così che andava ogni volta, stava capitando qualcosa di strano e la situazione non le piaceva. Nonostante il calore e la vicinanza dimostratale ogni sera da Antero, lei restava una ragazza di paese, ingenua e timorosa, perciò non le venne in mente di chiedere spiegazioni sulla freddezza e anomala severità dell’uomo. Ci restò molto male, tutto qui, mentre cresceva il rancore nei confronti di Cloe che si fingeva amica senza in realtà esserlo. Si portò dietro un paravento improvvisato, una tenda sgualcita e sporca che pendeva da un’asse del soffitto, e si svestì. Dopo di che salì mesta sulla pedana e, assieme a Cloe, si avvolse una lunga coltre di tulle bianco attorno a una parte del corpo, mentre Antero le posizionava sulle gambe, frettolosamente e privo della consueta precisione, un lungo filo dal quale pendevano brillantini e perle finte. Diede le ultime indicazioni sulle giuste posizioni che le due modelle avrebbero dovuto assumere, si coprì il capo col manto nero e scattò. Veloce e frenetico, che quasi pareva non vedesse l’ora di terminare il suo lavoro. Quella sera nemmeno un sorriso, non un brillio dai suoi begli occhi profondi, nemmeno un elogio o un vanto. Andreina quasi piangeva, tanto era sbigottita, e si aspettava quasi di non vederlo mai più. Si sentiva come una donna tradita. Mentre, intristita, tratteneva il pianto, improvvisa si spalancò la porta dell’ingresso. Dalla strada entrarono quattro uomini e Antero, svelto, si dileguò. Cloe le rivolse un ultimo sguardo tagliente, un sorriso gelido le lordò il bel viso di porcellana e, languidamente, spalancò le braccia rivolgendo un voluttuoso abbraccio agli intrusi. Andreina, dopo l’iniziale spavento che la spinse a coprire le sue forme col tulle trasparente, tentò di nascondersi dietro la tenda con l’intento di vestirsi velocemente. Non fece in tempo ad arrivarci che una mano forte la ghermì al braccio facendole male, mentre delle risate cattive la spogliavano ancor più di quanto già lo fosse e tanti occhi schifosi esploravano le sue intimità senza ritegno. Cloe le pose le fredde mani sulle spalle esortandola ad abbandonarsi agli uomini senza opporre resistenza, ma Andreina, sconvolta e umiliata sin nel profondo, tentò in tutti i modi di tirarsi via da quell’orda di mani umide e lascive. Senza però riuscire, dovette arrendersi e piegare il proprio corpo alle loro voglie; ferita e graffiata nella pelle e nell’anima, rivolse i propri occhi oltre la porta spalancata che dava all’esterno e vide Antero. In piedi, rigido come un baccalà, osservava la scena senza muovere un muscolo. La guardò, dentro dentro come aveva fatto tante volte in passato, col suo sguardo intenso che le rievocava scene campestri vissute, macchie di bosco muschioso e acqua corrente e animata…mille vite in quello sguardo, anche ora che si perdeva e tornava sui suoi passi. Antero l’abbandonò. Mentre sanguinava dalla bocca e dal corpo, Andreina vide andar via con lui la gioia di una vita migliore.

the end

*GiorgiaM*

I diritti riservati sul testo.

11 commenti:

  1. Avevo fiutato che la storia finisse male,ma non così,in uno stupro di gruppo,fortunatamente è una storia inventata dalla tua ottima fantasia,anche se di storie come questa purtroppo la storia è piena.

    Per ciò che riguarda le fotografie sono ricerche tramite web,se vuoi una dritta flickr.com oppure google immagini.
    L'appunto sulla Gelmini e la sua laurea conseguita a Reggio Calabria,non v'era nessun intento di offendere,ma è noto che molti studenti con poca voglia,o in certi casi con poca materia grigia facciano ricorso ai viaggi in quelle terre,credimi gli esami e la laurea vengono ottenuti con poco sforzo,non ho idea se sia solo una questione di prezzo o di palese facilità per tutti,ma è stata una realtà,e non so se ci sia ancora un seguito tuttora.

    Buon fine settimana a te,cara Giorgina

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  2. Finale tragico per la protagonista. Non so...le narrazioni che descrivono violenze e violazioni mi fanno stare male.

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  3. Una storia angosciante, senza riscatto. Una donna che è costretta a subire la violenza degli uomini, senza che ci sia uno spiraglio di ripresa nei giorni a venire. Terribile. Peggiore di tutti la figura di Antero.

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  4. Me lo sentivo che l'ingenuità di Andreina le avrebbe riservato questa brutta esperienza segnadola a vita.

    Un saluto Tal e buon week-end!

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  5. decontestualizzato...ma in risposta al tuo commento da me....

    Personalmente ritengo che...sia che facciamo dello scrivere un appagante passatempo, che il nostro lavoro...si debba farlo, si debba scrivere per scrivere e per quel bisogno che è generato..di farlo. I freni tuoi personali inibitori costituiscono parte di te e ti definiscono nel momento in cui sono rilevati ma questo ti descrive anche...ne é una caratteristica tua peculiare per cui puoi essere amata ovvero odiata ma questo ha poca importanza..ciò che conta e l'essersi espressa così come è stato possibile perchè il lato vero e personale sia manifestato e non celato. Poi le inibizioni dei lettori...sono il filtro attraverso cui ti leggeranno, e che cambiano col tempo e le vicissitudini. Rimane quindi, che in un tempo avrai potuto ed avrai saputo...esprimerti come dovevi in aderenza alla tua realtà...se è di quella che intendi parlare.

    Un saluto a te e buona domenica

    ............Uomo

    .

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  6. commenterò quando avrò letto anche la prima parte
    (sono un po' assente dal blog ma ho un sacco di impegni) quindi per ora ti lascio solo un saluto e un sorriso per un buon inizio settimana
    :-)mandi

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  7. Bè! La fabbrica decorata con gli ottimi murales è unica nel torinese,anche perchè in quella zona dopo le fabbriche dismesse già da tempo,è nato un polo artistico,culturale.
    Ho visitato Orgosolo molti anni fa,e posso affermare che risulta un paese unico al mondo nel suo genere.

    La neve arriverà domani sera,dopo una spruzzatina caduta domenica mattina,fa davvero un freddo cane!!Meglio il tiepidino delle tue parti,almeno a confronto delle mie.

    Ciao carissima.

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  8. Si,in effetti l'acqua bevuta in molti comuni italiani non è per nulla potabile,le percentuali di arsenico diventeranno per molti la prima causa di malattia,anzi di grave malattia.

    Auguri per il possibile futuro gatto,un animale che dimostra affetto ma non si rende asservito all'uomo.

    smak,Ivo

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  9. finale violento ma intrigante, una storia che funziona.
    Guardo la trama e lo sviluppo e devo dire che in questo racconto mi sei piaciuta molto, non che di solito non sia così coi tuoi scritti che apprezzo sempre, ma in queso caso io ti sento un gradino sopra.
    :-)mandi fanciulla delle stelle

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  10. credo che per una donna che ha casa o famiglia sia un po' più difficile trovare il tempo più che il modo per scrivere qualcosa di impegnativo a meno che tu non abbia all'interno della famiglia quel sostegno che è necessario, sia moralmente che fisicamente, per dedicarsi ad una scrittura più intensa.
    Tu ne avresti certamente le capacità, è sotto gli occhi di chiunque ti legga. Spero che tu possa trovare quel sostegno di cui parlo, io ci ho rinunciato da tempo perchè non sono forse abbastanza forte per prendermi ciò che vorrei e non ritengo di avere le capacità per fare qualcosa di più sostanziosio che qualche post e credo che questa consapevolezza mi freni più del resto, vale a dire che sarebbe inutile sprecare tempo ed energie ma tu, tu ce la puoi fare, provaci. :-)
    mandi

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  11. Avendo un po' di tempo ho letto con piacere il tuo racconto che m'è piaciuto molto ....concordo con athena su tutto quello che ti ha scritto sia nel primo che nel secondo commento ...credi in te stessa perche' le potenzialita' le hai...provaci
    almeno poi non potrai dire di non aver tentato restando col un rimpianto .

    a presto
    bacio

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Ciao! E' apprezzato un saluto e un commento su quanto leggerai qui da me, positivo o no...è comunque un grande piacere ospitarti nel mio blog!!

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