domenica 5 dicembre 2010

Biagio mi ha detto, poi mi ha fatto pensare

Se amore c’è dal cielo ne pioverà, ne pioverà per te

E se guardi su, sono le cose più belle a far brillare le stelle

I fiori sono fragili e muoiono in un soffio, quasi come i giorni di una vita. Ma se li sai guardare, se li sai toccare, darai senso al loro breve vivere.

Questi sono alcuni versi della splendida canzone di Biagio Antonacci “Solo due parole”.

Ho provato a raccontare. A dire e narrare, vergare e cantare. Non ne sono più capace e questo mi distrugge, non so più che fare. Sto male. Io ho bisogno di scrivere, perché io parlo così… non ho altri metodi di comunicazione e, ora, sto come in un deserto privo di orizzonti, ignara del motivo che mi spinge a starci proprio al centro. Spaesata. Mille parole saettano e spingono senza finire mai, non trovano sbocco. Mi piango dentro continuamente e questo non è il mio diario, non sono una bambina e me ne vergogno atrocemente.

Io non sono così, devo scrivere e per poterlo fare ho bisogno di parlare.

Non riesco a tacere per convenzione, non posso fingere senza scopo alcuno e alle lame affilate ho sempre risposto con arguzia e mestiere. Avevo la mia maturità, ma qualcuno mi ha spinto indietro; son tornata bambina a calcare i passi di chi mi dirige, ma molto male. Devo mentire per garbo, per cortesia. Invece a me non va bene, io voglio parlare. Se non altro perché se tace la bocca, il cervello e il cuore muoiono nel pianto. Ecco vedi, ci sono arrivata…è questo che ha ingessato a lungo termine il mio estro. Se non avessi scritto, ora così male, non avrei ancora definito il motivo e la maniera di questo dolore. È possibile che la mancanza di fantasia arrivi a dolere così terribilmente? E’ possibile che possa mancare il fiato, che ci si senta escludere da un mondo prima così accogliente e personale in maniera tanto crudele? Priva di ispirazione per tanto di quel tempo che non confido più in una possibile soluzione, arida e piatta come una lastra di marmo, scialba come un sole annebbiato…sono questo, io, adesso? E solo perché non posso parlare.

Per mantenere buoni rapporti, per garbo, per cortesia, mi arrovello l’anima a mugugnare possibili risposte ed eventuali vendette, cerco febbrile un nome in lista di qualcuno che possa ascoltare e condividere con me veleni e cattiverie. Quasi arrivo a un’ulteriore soluzione…son forse anche troppo sola? E a questo c’è rimedio? Prima scrivevo, per guadagnare occhi interessati a cui raccontare, orecchie possibili a cui spiegare, per trovare piacere prima dentro me e poi nel vostro gradimento. Senza compenso alcuno, nessuna sicurezza, indecisa tra poesia e racconto, drastica drammatica innamorata e appassionata. Qualcuno da saziare lo trovavo, addirittura mia madre. Ma ora cosa posso dire se sto così male?

6 commenti:

  1. Io non sono bravo con le parole,preferisco il pennello,però per esperienza posso dirti che non reagire non serve a nulla,forse questo è solo un brutto periodo,passerà ne sono sicuro,poi tutto,all'improvviso cambierà e riuscirai di nuovo a comunicare con il mondo.....

    Ciao Talamasca,ti auguro di passare una felice domenica!

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  2. Mi sembra invece che tu abbia scritto, narrato e addirittura URLATO ...e proprio qui!E' un buon inizio per tirare fuori tutto il dolore.

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  3. adesso va tutto bene :)
    tranquilla quei pochi che sapevano ,lo sapevano per vie traverse :)

    perdonami se non leggo ...ripassero' .
    bacione
    kicca

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  4. Si, sono d'accordo con Sandra. Reagire fa bene, aiuta ed è liberatorio. Poi si riprende la strada con più leggerezza.

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  5. Riuscire nella comunicazione,o socializzazione se preferisci è un grande impegno,poichè tutti noi abbiamo problemi,più o meno grandi che ci attanagliano,posso consigliare,ma non ho idea se ce ne sia bisogno,di non considerarsi mai al centro del mondo,le persone che ci cadono in questa condizione fanno moltissima fatica a rialzarsi.
    Il pensiero positivo è una condizione difficile da raggiungere,e mi raccomando non sia mai a prescindere,ma di considerare qualora sia possibile,di vedere il bicchiere mezzo pieno!

    Forti i ragazzi del surf,vero! Oltre il coraggio, tocca essere davvero bravi nel riuscire a dominare l'onda in quel modo.

    Ciao Giorgina,un brindisi con te col bicchiere appena descritto,smak!

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  6. mentiamo così spesso ormai che non fa poi così male
    del resto se manca chi capisce e condivide con noi
    la verità non ha più molta importanza
    o forse ne ha ma non per chi si sente troppo solo in mezzo alla folla
    ogni tanto poi arriva uno spunto e si rialza la testa
    ogni tanto...

    :-)un abbraccio fanciulla delle stelle

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