lunedì 13 dicembre 2010

Pagine vecchie


Questa è una sera come tante, strappata a una stagione fredda che gela anche le pagine del diario. Non scrive Paola, ma ne sfoglia uno di cento pagine o più scritte per raccontare una parte di vita vissuta tanto tempo fa. Legge senza seguire un senso logico, sfoglia sgranocchiando parole quasi priva di voglia o intento. Ma una cosa già l’ha capita. L’amore è uguale in ogni epoca. Quando nel cielo azzurro rombavano gli aeroplani corazzati e i suoni della natura erano più forti di voce umana, quando si camminava coi buchi nelle scarpe e si masticava la polvere gialla delle strade, quando il gelo era vivo nella pelle o il sole scaldava senza irritare, allora l’amore era come adesso. Spietato.

Era durante la guerra. Ancora in pochi sapevano scrivere e leggere, da quelle parti, e gli uomini erano dovuti partire per combattere. Quella che scriveva si chiamava Maria Grazia, donna sui trent’anni, semi istruita e alla quale si chiedeva di inviare brevi lettere d’amore ai militi di guerra. Gliele si dettava, proprio, compresi gli errori di dizione. Lei, grassa brutta e ormai già in là con gli anni vista l’epoca, non aveva nessuno a cui trasmettere il proprio amore, né vicino né lontano, perciò si prestava senza batter ciglio, dietro il compenso di pochi franchi, alle decine di ragazze che arrivavano a frotte; c’era chi dettava tutta emozionata, chi addirittura con disperazione, ma la maggior parte era poco interessata alla sorte dei propri mariti o fidanzati e lasciava vergare alla provetta poetessa alcuni noiosi versi di rito per tutte uguali. I tedeschi stanziavano regolarmente fuori dal paese e, questi stranieri alti biondi e dalle labbra rosse, cercavano dolcezza e calore tra le cosce delle donne sole. Maritate o no.

Maria Grazia lo sapeva e, nelle pagine del diario, si potevano scoprire intrighi di ogni tipo…lei, nel frattempo, proseguiva col suo incarico e scriveva indifferente a ciò che oramai le era molto chiaro. Priva di un palese interesse per le variegate vicissitudini amorose delle compaesane, in realtà macerava un complesso sentimento di invidia che si tramutava, inutile dirlo, in una tristezza nera celata dolorosamente dentro sè. La povera donna era, insomma, un vulcano in eruzione a cui sarebbe bastato solo un piccolo gesto d’amore per esplodere. L’unica sua distrazione erano quelle pagine di diario, queste che ora Paola legge svogliatamente, convinta di aver compreso bene già da tanto come si vive e si ama. Perché Paola, quasi come Maria Grazia, è un campione femminile di disillusione e disincanto, questo l’abbiamo capito. Torniamo alla seconda che, la notte, libera dalle assillanti richieste delle altre donne, scrive a un amore immaginario. Sarà stato alto biondo e dalle labbra rosse come un tipico tedesco, pensereste, invece no. E’ un po’ basso, tarchiato e nero…insomma, bruttino secondo i consueti parametri di estetica attuali. Ma la povera donna era anche lei bruttina, e lo sapeva. Per questo era sola, senza contare la totale mancanza di fascino di cui ignorava completamente di potersi forgiare. Immaginava di scrivere a un militare, questo sì, ma povero triste e assolutamente privo di grazia quanto lei. Si incontrarono, nella sua fantasia, e ovviamente si amarono come pazzi. Quando lui dovette ripartire a fare la guerra, Maria Grazia gli scrisse lettere appassionate e conturbanti, di molto diverse dalle frasi scialbe che venivano inviate, per davvero, agli altri uomini. Purtroppo le lettere di Maria Grazia, così vere e traboccanti passione, restarono nel diario, attaccate alla carta e ai suoi sensi accesi.

Paola legge ormai un po’ annoiata, ma sinceramente dispiaciuta e avvilita per questa donna che non faceva altro che desiderare un po’ d’amore. Sbadiglia mentre gira le pagine, fino a che l’espressione del suo viso si tramuta in vero interesse.

Man mano che Maria Grazia scriveva, qualcosa nella sua vita era cambiata totalmente. E in meglio. Il tono divenne allegro e un nome maschile comparve molto spesso tra le sue parole. Albert, Albert, Albert...qualcuno l’aveva scoperta e un uomo, finalmente, aveva iniziato ad amarla seriamente. Ma gli ultimi fogli sono ancora diversi, perché la carta crocchia tra le dita di Paola e l’inchiostro è sbavato. Sono tracce di lacrime, quelle. Paola le riconosce bene. Sa quale consistenza ha la carta quando assorbe il sale del dolore. Ne sente quasi il rumore, quello dei singhiozzi sopiti e ingoiati per non farsi sentire. Il suono della solitudine senza speranza.

E così, a Maria Grazia, alla fine è andata male. Ma Paola quasi ci scommetteva.

*GiorgiaM*

Diritti riservati sul testo

14 commenti:

  1. é una bella storia,solo non capisco se è vera,o se è un brano di un romanzo che stai scrivendo.
    Però mi affascina,magari c'è un seguito....
    Ciao,e scusami se non ho ben capito,io con le parole sono una frana!
    Ciao,Ciao!

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  2. l'amore è proprio uguale in ogni epoca
    grazie
    riesco sempre a non pensare quando ti leggo
    entro nella storia e vorrei non uscirne più
    :-)

    Il Natale può anche prendermi, prima o poi mi libero ahahahahah
    sdrammatizziamo
    anche perchè il post non è assolutamente triste
    anzi
    io l'ho scritto dando fondo a tutta la mia dolcezza

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  3. Una scrittura che cattura la concentrazione, l'anima, i sensi. BRAVA.

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  4. ... che dire: un romando che sembra una storia vera, o anche una storia vera che sembra un romanzo....
    Complimenti in ognuno dei due casi....
    Grazie di aver lasciato un commento nel mio blog...

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  5. Fa freddo a Torino in questi giorni,cara poetessa "sentimentalona".Che bello sarebbe se al contrario di vivere sentimenti contrastati e sofferti,o mancanti,si possedesse la fortuna di vivere le passioni con la sola bellezza del momento e rimanerne per sempre affascinati a prescindere di come sia finita.

    Ciao carissima

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  6. Bellissimo Tal questo tuo racconto traboccante
    d'amore e solitudine, scritto come solo tu sai fare che al lettore pare di far parte della storia stessa....
    Un abbraccio Tal e buona giornata!

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  7. Un racconto che ti prende come quei romanzi che divori in due giorni, che ti entrano nella mente e non li dimentichi più.

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  8. Attenzione anche agli strani ortaggi che circolano,mi raccomando....

    ciao

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  9. il pc me lo compro èper forza
    il mio si spegne da solo ogni tanto

    per i genitori
    so che è proprio il done più impossibile di tutti ma l'ho scritto per esorgizzare la situazione

    Buone feste Tal
    soprattutto serene
    i doni sono un di più
    è altro che conta
    un abbraccio
    :-)mandi

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  10. ...sai io ti capisco ....fa un po' parte del nostro modo di essere cancerine .
    Ma se ci pensi,il passato non si cambia e questo è un fatto ...considera il tempo che perdi a ripensare a quello che è stato ...pensa invece a tutto quello che potresti fare in questi tempi morti ...sai mi ci ha fatto pensare una signora mentre parlavamo ...mi guarda e mi dice :"fossi ancora givane come te ...ahhhh quante cose che non ho fatto e non potro' piu' fare per mancanza di tempo "
    li mi si è accesa la lampadina !!!!
    Magari un'occhio al passato ogni tanto ,ma piu'
    tempo per cio' che deve ancora venire ..magari costruendo un po' la strada per gli obbiettivi
    anche se poco importanti ...anche solo se ci pensi anche solo se lo immagini ...fa gia' stare meglio ! :)

    bacione cara

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  11. Ti auguro un buon fine settimana,Giorgina,dai che tra poco è Natale,sebbene sia ormai una festività pressocchè consumistica,va bene riposarsi un pò e vivere la famiglia.

    Ciao

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  12. Buongiorno Tal ...ormai ci siamo, incomincia il conto alla rovescia per il Natale... che ti auguro sia sereno gioioso e veramente speciale... un abbraccio e buona settimana natalizia!

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  13. Buona sera Tal...

    Passeranno gli anni, i secoli ma l'amore non cambierà mai. Avrà le stesse emozioni, gli stessi brividi, gli stessi sorrisi e a volte le stesse lacrime.
    L'amore é come il mare, passano i secoli ed é sempre li in eterno movimento.
    Ti auguro un sereno Natale.

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