lunedì 13 giugno 2011

Post it indaco


Una scena prestampata levita sulla carta come a proiettarsi e riproporsi, senza posa, per non scordare. A tratti si confonde essa stessa, non sa più che sia e donde arrivi. La foschia delle mattine isolane che sorge dal suolo impregna erba e piante, sino a fondersi inevitabile con un coperchio vasto di nubi plumbee, mentre un’auto sfreccia veloce a segare l’impalpabile aria invernale. Ci passa davanti un riccio, che muore schiacciato. C’é anche una biscia lucida e saettante che resta a metà, mentre le cornacchie accostano leccandosi i baffi. L’auto prosegue, ma la scena non muta. Pulisce la strada d’asfalto in strisce presto di nuovo inondate, sino a che, un giorno, l’autista si chiese se quella scena fosse meglio scriverla che viverla.

*GiorgiaM*

1 commento:

  1. L'auto, la strada, il riccio, uno scenario che io vivo come desolato nel suo perenne riproporsi.

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