mercoledì 7 settembre 2011

Fanciulla con abito bianco


dipinto di Martin Drolling

Le carrozze arrivavano sotto la fitta pioggia e i nuvoloni di vapore che si alzavano dalla via, mentre gruppi di persone composte da padre madre e qualche figlia elegantemente vestita procedeva a tentoni nella strada tentando in ogni modo di non inzaccherare l’abito di mota gialla delle pozzanghere. Gli uomini arrivavano da soli o in compagnia, scendendo velocemente dalle vetture o dirigendo i propri cavalli ad un riparo adeguato, nella speranza che il padrone di casa gli desse la possibilità di risistemarsi con garbo e discrezione. Chi riusciva finalmente ad entrare sospirava lieto e divertito, certe donne ridevano istericamente nel constatare che comunque la veste era ormai pezzata di fango nella parte inferiore dell’orlo, alcune altre mostravano di prendersela a male contro il fato che così aveva disposto, di non allietarle proprio per niente. Lei, Jasmine, era la miss della sua famiglia, la figlia più grande in età da marito di una casata benestante e noiosa. Era arrivata da trenta minuti e sedeva in un angolo, in attesa che lui entrasse e che soprattutto la degnasse della sua attenzione. I suoi riccioli erano tutto sommato a posto avendo potuto risistemarli allo specchio dell’ingresso quando ancora gli ospiti erano non più di una decina, mentre l’eleganza dell’abito color avorio le donava più che mai in contrasto col rossore delle gote che la rendevano delicata e graziosa. Il collier di sua nonna le pendeva al collo, tre giri di perle a donarle un tocco di consapevolezza che in realtà ancora non aveva, e gli anelli della mamma brillavano sotto il riflesso dei candelabri affissi alle pareti. I suoi occhi erano vivi e dolci, il sorriso titubante e ansioso. Stringendo in mano un volume trovato lì per caso, scordato dal padrone di casa o dalla servitù, quasi avrebbe desiderato che la serata di ballo venisse rinviata o addirittura annullata, piuttosto che soffrire il dubbio che lui non si presentasse. Desiderava riservarsi un’altra possibilità ancora prima di avere conferma della sua presenza, per risparmiarsi una grande delusione e rischiare di tornare a casa in lacrime.

Il portone di ingresso veniva spalancato e richiuso decine di volte. Tuttavia lui non arrivò. La pioggia sembrava quasi finita e i gruppi entravano con calma e allegria, ragazze più o meno giovani la salutavano con cortesia e curiosità perché lei non voleva allontanarsi dall’angolo in cui aveva deciso di sperare di essere scorta per prima dagli occhi verdi dell’uomo di cui era innamorata. La madre, infine, le si avvicinò, esortandola a mostrare maggiore educazione in una serata in cui avrebbe avuto occasione di trovare un marito degno di attenzione. Jasmine aveva ormai le lacrime agli occhi, ma l’istruzione impartitale durante gli anni dalla cara genitrice non poteva che dare buoni frutti, perciò fece per sollevarsi dal divanetto damascato per seguirla con rammarico e mestizia.

Solo in quel momento l’uscio venne aperto dal domestico che annunciò l’ingresso del cavaliere. John era arrivato e, levando il capello intriso di pioggia, la guardò sorridendo. Si schernì per il suo aspetto, ma la guardò per prima. Jasmine sorrise e gli si avvicinò per salutarlo cordialmente e sperare, stavolta, che le chiedesse di essere la sua compagna per il primo ballo della serata.

*GiorgiaM*

Diritti riservati sul testo.

9 commenti:

  1. Aspetto il seguito....
    Speriamo lei non sia dello stesso umore della fanciulla con abito bianco.

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  2. Questo piccolo racconto è un affresco di altri tempi, dove le fanciulle osavano solo sperare, ma non facevano mai il primo passo verso il proprio amore......

    Ciao Tal come stai? io abbastanza bene, i lavori ancora non sono del tutto finiti, dopo la pausa estiva sono ripresi e con essi anche la polvere....ahgahah!!!
    E tu hai iniziato i lavori del garage???

    Un abbraccio e buon fine settimana!

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  3. Come sempre un bel racconto... hai fotografato perfettamente un modo di essere passato.
    Spero tu abbia trascorso una bella estate!
    Un abbraccio.

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  4. Un abbraccio e Tal e buon fine settimana!

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  5. Ti lascio un saluto sperando che tu torni presto a scrivere qui sopra!
    Buon week end. Laura.

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  6. Tal è un pò che non ti leggo... spero che sia solo dovuto a mancanza di tempo e che tutto il resto sia ok..... un abbraccio!

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  7. Buon fine settimana Tal ... un abbraccio!

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  8. Ciao.
    Ti auguro buone feste a Te e Famiglia
    Augurissimi!!!

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